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Ad aprile stipendi più alti per milioni di italiani: chi riceverà più soldi e chi resta escluso – Le cifre

di Manolo Morandini

	Buste paga piùà alte ad aprile
Buste paga piùà alte ad aprile

Gli effetti della nuova tassazione arrivano in busta paga: aumenti, conguagli e criteri che decidono chi beneficia davvero della misura

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Buste paga più alte grazie alla flat tax al 5%. Inizieranno a farsi sentire dalla mensilità di aprile 2026 gli effetti della tassazione agevolata. Dopo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate scattano conguagli e detassazione sugli aumenti dei contratti 2024-26. Si stimano tra i 5 e i 6 milioni di beneficiari effettivi, numero che deriva dall’incrocio tra la platea complessiva dei rinnovi contrattuali e le soglie reddituali previste dalla norma. È quanto calcola il Centro studi di Unimpresa in relazione alla misura introdotta con la legge di bilancio per il 2026, che entra in vigore con le buste paga di aprile e che definisce un’imposta sostitutiva del 5% sulla quota di aumento derivante dai rinnovi contrattuali per i redditi fino a 33mila euro e un’aliquota del 15% su premi e maggiorazioni per i redditi fino a 40mila euro.

Come funziona il ricalcolo

Di fatto, si tratta di ricalcolare gli aumenti dei rinnovi contrattuali con l’imposta sostitutiva al posto dell’Irpef ordinaria e delle addizionali locali, riducendo il prelievo sugli incrementi retributivi concordati nel triennio. Risultato: un beneficio puntuale, che attenua il prelievo sugli incrementi salariali, senza però incidere in modo significativo sul livello generale dei salari.

Chi resta escluso

Dalla misura della flat tax al 5% sono esclusi i lavoratori del settore pubblico e i dipendenti del settore privato che superano la soglia di reddito. Come detto i potenziali interessati dalla tassa “leggera” sono circa sei milioni stando al perimetro dei rinnovi contrattuali già recepiti: commercio, turismo, pubblici esercizi, alimentare, tessile, chimica. Nell’elenco rientrano i lavoratori che operano in edilizia, energia e logistica. La misura si estende anche a tutti i contratti industriali ancora in via di definizione e in attesa della firma.

La seconda tassa “leggera”

La seconda fattispecie di tassa “leggera” prevede un’aliquota del 15% sulle maggiorazioni e le indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni, ma anche per i premi di risultato o la reperibilità. In questo caso, si applica per un ammontare massimo di 1.500 euro, ai dipendenti del settore privato con reddito fino a 40mila euro. Ma sono escluse le somme spettanti sulla base di accordi territoriali e aziendali, gli istituti retributivi indiretti a carico del datore di lavoro nel caso di assenza (malattia, maternità/paternità, infortuni) e quelli differiti (Tfr) , tredicesima e quattordicesima.

Lo sconto rimasto congelato

Nella prima parte dell’anno, lo sconto fiscale del 5% sugli stipendi è rimasto congelato. Molte sono le aziende che hanno sospeso l’attuazione in attesa di avere un quadro normativo uniforme per l’applicazione senza margini di incertezza. Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate di fatto consente il ricalcolo sugli aumenti frutto di rinnovi contrattuali con l’imposta agevolata al 5%. Da qui la possibilità per i beneficiari di ricevere in busta paga eventuali conguagli con il riconoscimento degli arretrati maturati. L’importo, perciò, potrà rivelarsi più alto del normale, riducendosi poi dal mese successivo.

L’impatto della distribuzione degli aumenti

La circolare dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che la distribuzione nel tempo degli aumenti incide sulla portata dell’agevolazione. In pratica, la flat tax si applica alle somme erogate nel 2026 anche se frutto di rinnovi accordati in precedenza. E di conseguenza, chi ha già maturato quest’anno più quote beneficia di una riduzione fiscale maggiore rispetto a chi rinnoverà più tardi il contratto del proprio settore di riferimento o concentrerà gli aumenti negli anni successivi. Inoltre, c’è da considerare che dall’aliquota agevolata restano comunque escluse alcune voci retributive, come gli scatti di anzianità, le una tantum legate alla vacanza contrattuale e le componenti non riconducibili direttamente agli aumenti tabellari. Mentre la tassa “leggera” si applica alle assenze retribuite come malattia, maternità o paternità e per infortunio.

Come verrà riconosciuta l’agevolazione

L’agevolazione verrà riconosciuta dai datori di lavoro a chi è in possesso dei requisiti. Chi, invece, non ha un sostituto d’imposta potrà “recuperare” il dovuto in dichiarazione. Tra l’altro l’incremento non è uguale per tutti. L’aumento netto varia in funzione del contratto applicato e dell’entità delle quote già erogate. Mentre l’effetto comune è la riduzione dell’imposta sugli aumenti, che rende leggermente più elevato il salario netto rispetto al regime ordinario.

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