Cosa sta succedendo tra Usa, Israele e Iran: missili, morti e tensione nel Golfo spiegati punto per punto
Uno sguardo d’insieme sull’operazione Epic Fury, le reazioni di Teheran, il ruolo di Trump e i rischi per civili, traffico marittimo e italiani nel Golfo
Mentre in tutto il Medio Oriente continuano a volare missili, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lodato l’operazione militare avviata contro l’Iran insieme a Israele, nella mattina di sabato 28 febbraio. «Nessuno può credere al successo che stiamo avendo: 48 leader iraniani se ne sono andati in un colpo solo e la situazione sta procedendo rapidamente», ha dichiarato.
Le parole di Trump e la precisazione della Casa Bianca
Trump ha aggiunto che la nuova — e non precisata — leadership iraniana avrebbe chiesto di parlare con lui. «Io ho accettato», ha affermato, sottolineando che «avrebbero dovuto farlo prima» e che «alcune delle persone con cui avevamo a che fare non ci sono più». La Casa Bianca ha poi precisato la posizione ufficiale: «Per ora, l’operazione Epic Fury continua senza sosta», ha dichiarato un funzionario.
La risposta di Teheran
Da Teheran sono arrivate accuse e sfide nei confronti degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che i bombardamenti sulla capitale «non hanno alcun impatto sulla capacità dell’Iran di condurre una guerra». Ha ribadito che la “difesa a mosaico decentralizzata” consentirebbe al Paese di decidere «quando e come finirà la guerra», accusando Trump di aver «bombardato il tavolo dei negoziati».
Le vittime e le smentite degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno confermato la morte di tre soldati americani — i primi dall’inizio dell’operazione — e il ferimento di altri cinque. Le circostanze non sono state rese note. Il Centcom, il Comando centrale militare, ha smentito le notizie provenienti da Teheran sul presunto bombardamento della portaerei Abraham Lincoln, aggiungendo che il quartier generale dei Pasdaran, definito «la testa del serpente», sarebbe stato «distrutto». L’esercito americano ha inoltre riferito di aver colpito una nave iraniana al largo dell’Oman, mentre Trump ha parlato di «nove navi militari iraniane distrutte e affondate». Intanto centinaia di petroliere e navi di GNL restano bloccate ai lati dello Stretto di Hormuz.
Il mistero su Ahmadinejad e la successione alla Guida suprema
In Iran resta il mistero sulla sorte dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. In un primo momento i media locali lo avevano dato per morto in un raid israelo‑americano, poi la notizia è stata ridimensionata e infine smentita dal suo ufficio. Teheran ha inoltre fatto sapere che il successore di Alì Khamenei come nuova Guida suprema sarà scelto «entro uno‑due giorni».
Le vittime civili e la crisi nel Golfo
Con il proseguire degli scontri, aumentano anche le vittime civili. In Israele almeno nove persone sono morte nell’impatto di un missile balistico iraniano a Beit Shemesh. In Iran sarebbero 165 le vittime in una scuola femminile nel sud del Paese colpita durante i raid. La situazione resta tesa anche nel Golfo – dal Qatar al Bahrein fino agli Emirati – dove si contano tre vittime.
L’allarme della Farnesina: migliaia di italiani bloccati
La Farnesina guarda con particolare preoccupazione agli Emirati Arabi Uniti, soprattutto Dubai e Abu Dhabi, dove vivono 20mila residenti italiani e si trovano migliaia di turisti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la creazione della Task Force Golfo, che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e delle ambasciate per gestire le migliaia di richieste di assistenza dei cittadini bloccati nell’area.
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