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Pausa caffè e utilizzo dello smartphone: le regole da rispettare

Pausa caffè e utilizzo
dello smartphone:
le regole da rispettare

Durante l’orario di lavoro: i consigli dell'avvocato Domenico Nicosia

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Sono un’infermiera e lavoro su turni in una clinica privata. Durante le ore più tranquille ogni tanto controllo il telefono o prendo un caffè al volo. Ora la direzione vuole vietare il cellulare e limitare anche queste pause. Possono davvero farlo oppure abbiamo dei diritti minimi da far valere? 
E. T.

In questo articolo analizziamo separatamente le due questioni che ci pone la lettrice de “Il Tirreno”: l’utilizzo dello smartphone durante l’orario di lavoro e la cosiddetta “pausa caffè”.

Prima di tutto è bene ricordare che, in materia di lavoro, occorre sempre fare riferimento non solo alla normativa generale contenuta nel Codice civile e nello Statuto dei lavoratori, ma anche alle disposizioni previste dai contratti collettivi applicati al singolo rapporto, che possono introdurre regole specifiche in relazione al settore di appartenenza e all’organizzazione concreta dell’attività.

Per quanto riguarda lo smartphone, non esiste una norma specifica che ne disciplini l’uso durante l’orario lavorativo, né la contrattazione collettiva contiene regole uniformi. Ciò significa che spetta al datore di lavoro stabilire, attraverso il regolamento aziendale, le modalità di utilizzo di questo strumento. L’azienda può quindi vietarne l’uso durante le ore di lavoro, ad esempio per evitare distrazioni, cali di produttività, rischi per la sicurezza o problemi di riservatezza, ma non può impedire al dipendente di portare con sé il telefono, anche perché possono sussistere esigenze personali o familiari che rendano necessario essere reperibili. Le eventuali limitazioni devono essere ragionevoli e proporzionate e non possono comprimere diritti fondamentali del lavoratore né tradursi in controlli occulti o discriminatori. In caso di violazione del divieto, la conseguenza più frequente è un richiamo disciplinare; molto più raro è il licenziamento per giusta causa, soprattutto quando l’uso del cellulare sia occasionale, di breve durata e privo di conseguenze negative sull’attività lavorativa.

La Corte di Cassazione, infatti, in più occasioni ha ritenuto sproporzionato il licenziamento in presenza di utilizzi sporadici e non pregiudizievoli, ribadendo che la sanzione deve essere sempre adeguata alla gravità del comportamento.

Passando alla pausa, l’articolo 8 del decreto legislativo n. 66 del 2003 stabilisce che, quando l’orario giornaliero supera le sei ore, il lavoratore ha diritto a un intervallo, la cui durata e modalità sono fissate dai contratti collettivi, finalizzato al recupero delle energie psico-fisiche e all’eventuale consumazione del pasto. In assenza di disciplina collettiva, deve comunque essere garantita una pausa non inferiore a dieci minuti, da collocare tenendo conto delle esigenze organizzative e produttive dell’impresa. Ne consegue che il diritto a una pausa formalmente strutturata scatta solo oltre le sei ore di lavoro; se si lavora meno, oppure se si superano i limiti di durata previsti dal contratto o dal regolamento aziendale, il datore può legittimamente intervenire sul piano organizzativo, purché lo faccia in modo non arbitrario e uguale per tutti. Resta naturalmente intangibile il diritto a soddisfare esigenze fisiologiche essenziali, come bere o recarsi ai servizi, che non possono essere compresse né subordinate ad autorizzazioni tali da incidere sulla dignità della persona.

In definitiva, anche su questi temi vale un principio di equilibrio: il datore può organizzare e regolamentare l’attività lavorativa, ma deve farlo nel rispetto della proporzionalità e dei diritti fondamentali del lavoratore, evitando eccessi che potrebbero esporre l’azienda a contestazioni disciplinari o giudiziali.

Servizio sportello legale: Il Tirreno si avvale della competente e qualificata collaborazione dello studio legale Depresbìteris-Scura. I professionisti di questo studio rispondono settimanalmente ai quesiti che arriveranno a sportellolegale@iltirreno.it.

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