Case a 1 euro in Toscana, il caso Fabbriche di Vergemoli: oltre 100 vendite e perché a comprare sono soprattutto gli stranieri
Gli immobili in vendita non sono del Comune ma privati. Il sindaco: «Il nostro borgo è a un’ora e venti da Firenze e a un’ora da Pisa, mete turistiche di grande rilievo, ecco il progetto per rivitalizzarlo»
Resilienza. È l’approccio con cui a Fabbriche di Vergemoli, Comune di 700 anime della Garfagnana, si cerca di contrastare il progressivo spopolamento del territorio. E del progetto è parte il programma “Case a 1 euro”. Sono un centinaio le abitazioni acquistate con questo meccanismo. In molti casi le case vendute sono dei ruderi che valgono più che altro per il suolo edificabile. E siamo ancora all’inizio del progetto in quanto tante abitazioni devono essere ancora ristrutturate.
Il progetto, come spiega il sindaco Michele Giannini, «è il tassello di un progetto più ampio e organico, teso a non far morire questi paesi. Obiettivo che si può conseguire con la creazione di occupazione, servizi, nuove famiglie e quindi una generazione futura che rimanga sul territorio». L’iniziativa ha preso forma nel 2006 ed è stata implementata all’inizio del 2014. Tutto nasce da una triste realtà: il gran numero di case abbandonate a seguito dell’immigrazione degli anni ’60. A dare un’accelerazione alle vendite numerosi oriundi, cioè italiani di ritorno.
L’iniziativa si differenzia da quelle diffuse in gran parte d’Italia, in quanto non si tratta di immobili del Comune ma dei privati. All’ente conviene, anche perché una abitazione che viene recuperata non deve essere abbattuta o messa in sicurezza. Il Comune si limita a pubblicizzare questi edifici, a fornire informazioni legali e a dare un supporto. Il progetto è agevolato altresì da diversi aspetti, per esempio dal fatto che la Toscana è conosciuta in tutto il mondo. «La nostra regione ha un richiamo internazionale e questo fa sì che tutto ciò che è in Toscana sia una calamita di cittadini del mondo – sostiene Giannini – . Il nostro borgo, per esempio, è a un’ora e venti da Firenze e a un’ora da Pisa, mete turistiche di grande rilievo».
Tra i principali acquirenti delle “Case a 1 euro” ci sono gli stranieri, soprattutto del Brasile. Il sindaco precisa che, pur trattandosi di un acquisto low cost, si parla comunque di case che devono essere ristrutturate. Aspetto questo, che porta comunque dei costi e che, di conseguenza, fa sì che questi acquisti se li possano permettere principalmente investitori o chi cerca una seconda casa. Oltre ai brasiliani, tra i clienti ci sono anche europei come danesi e tedeschi. Acquisti che, inevitabilmente, portano a uno scambio culturale.
«Mi ha colpito la loro grande disponibilità e volontà di integrarsi con la comunità. Il bello è stato proprio il fatto di interagire con la popolazione locale, condividendone le manifestazioni, gli interessi, la conoscenza. L’aspetto affascinante di questo progetto, sul piano socioculturale, è l’apertura al mondo di un paese montano, come è Fabbriche di Vergemoli. Abbiamo contattato cinesi, giapponesi, cileni per promuovere degli studi che coinvolgono noi e loro per la rivalutazione delle aree interne. Questo progetto ci ha fatto uscire dal guscio». Altro aspetto che ha agevolato l’iniziativa è l’informatica, precisamente l’accesso a internet veloce che rappresenta uno strumento di attrattività.
Il progetto ha dato i suoi frutti anche sotto l’aspetto economico con la vendita consistente di immobili, che ha fruttato un ritorno economico notevole per i proprietari. Questi, infatti, hanno avuto l’occasione di vendere immobili che, altrimenti, non avrebbero mai potuto alienare. Il percorso ha dovuto affrontare anche delle difficoltà. «Agli esordi c’era un numero incredibile di richieste. Una situazione difficile da gestire, soprattutto nel far capire il cuore del progetto, ossia dare una casa ma non abitabile, perché da ristrutturare. Chi faceva domanda spesso non era consapevole di questo. Mentre la burocrazia, invece, è una difficoltà che stiamo tuttora fronteggiando».
Complessità ma anche soddisfazioni, come quella di vedere riaprire le finestre, portando un movimento migratorio rispetto al territorio, valorizzando così i borghi. Scenario che il sindaco descrive con fierezza: «La Bbc ha comprato a un euro una casa a Fornovolasco, facendoci un reality di tre mesi e in seguito trasmesso nel Regno Unito. Una pubblicità internazionale, che permette al comune di avere una forte risonanza a titolo gratuito».
