Roberto Vannacci lascia la Lega – Fonti dal partito: «Molti stanno festeggiando»
La decisione sarebbe stata presa al termine di un confronto coi vertici del partito
A quanto apprende AdnKronos alle 11,30 di martedì 3 febbraio il vicesegretario della Lega, il viareggino Roberto Vannacci lascia la Lega. La decisione verrà formalizzata a breve.
Le reazioni
«Roberto Vannacci è stato convocato al consiglio federale di oggi (martedì 3 febbraio), una riunione organizzata per parlare soprattutto di sicurezza. Se Vannacci deciderà davvero, da vicesegretario, di disertare lasciando la Lega per fondare un nuovo partito, siamo certi si dimetterà anche da europarlamentare». È quanto riferiscono fonti della Lega. Nelle scorse settimane il generale ha lanciato il logo di un nuovo movimento, “Futuro Nazionale”, che potrebbe diventare il suo nuovo partito nel caso confermasse il suo addio al Carroccio. «Non posso essere nella mente di Vannacci, non so quale sia il suo disegno. Mi pare che attualmente sia ancora nella Lega con una posizione che è chiara a tutti. Per il resto non sono avvezzo a intervenire nelle situazioni interne ad altri partiti politici. L'idea che qualcuno vada più a destra, più a sinistra, è un'idea abbastanza retorica». Lo ha dichiarato il ministro degli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione Tommaso Foti, ospite a Start su Sky TG24.
Dentro al partito
La notizia dell’addio di Vannacci alla Lega accende il dibattito dentro al partito. Fonti parlamentari, a fronte della cautela legata alla notizia non ancora ufficiale della separazione tra il generale e il partito di via Bellerio, raccontano di primi commenti positivi. «Molti stanno festeggiando», sottolinea chi ha incrociato i deputati in questi minuti. Per tanti, viene raccontato, si tratta di una soluzione «che finalmente è arrivata». Altri ora chiedono di «intervenire, di fare pulizia», anche con riferimento a chi in Parlamento e in Toscana ha dato man forte all'ex capo della Folgore. In particolare a Montecitorio, occhi puntati sulle mosse dei 3 parlamentari “vannacciani”: Furgiuele, Sasso e Ziello che da ultimo, hanno votato contro le armi a Kiev, bocciando la risoluzione unitaria di maggioranza, approvata dopo le comunicazioni del ministro Crosetto lo scorso 15 gennaio.
