Il Tirreno

Toscana

L’analisi

Prelevare al bancomat è sempre più difficile? Nel 2025 chiusi in Italia 516 sportelli e la Toscana è fra le più colpite – I numeri della desertificazione

di Federico Lazzotti
(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl, che elabora i dati resi disponibili da Banca d’Italia e da Istat

4 MINUTI DI LETTURA





Prelevare contante al bancomat? Sempre più difficile. Perché la tua banca, che prima era a pochi metri da dove abiti, adesso è diventata un panificio. E l’altra filiale del tuo istituto di credito è dall’altra parte della città. Risultato: o scegli di ritirare in un istituto diverso dal tuo perché non hai costi aggiuntivi sul prelievo, oppure sei costretto a fare dieci minuti in macchina sperando di non trovare il bancomat fuori servizio. E questo accade nei grandi centri, mentre nei piccoli comuni va parecchio peggio. Bene: se hai vissuto questa esperienza sappi che non sei solo.

E che i numeri, in questo caso, sono anche la soluzione del giallo su chi abbia “ucciso” i servizi bancari (fisici) di prossimità: bancomat, bollettini, mav. Insomma, (quasi) tutto quello che prima si faceva in filiale e che adesso è stato demandato, trasferito, delegato all’home banking.

Di cosa parliamo

Prediamo appunto i numeri: in un anno in Italia sono state chiuse 516 filiali, per lo più nei piccoli centri. E la Toscana in questa ritirata dai territori risulta al secondo posto per percentuale di diminuzione, dietro solo alle Marche. È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, che elabora i dati resi disponibili da Banca d’Italia e Istat. Anche nel 2025 i tagli alla rete fisica non hanno interessato in modo omogeneo le diverse aree del Paese, confermando forti squilibri territoriali.

I numeri della ritirata

Per accorgersene, basta guardare il numero dei cittadini toscani che nel 2025 si sono ritrovati a vivere in un Comune senza neanche una banca: sono 6.600 in un anno, quasi 56mila in tutto. E fa ancora più riflettere il dato che riguarda i cittadini che abitano in comuni con una sola filiale: si tratta, ad oggi, di oltre 166mila toscani, 39mila quelli aggiunti nell’ultimo anno; persone che nel prossimo futuro rischiano di restare senza una banca. Un pericolo che non riguarda, ovviamente i singoli cittadini, ma anche i titolari di imprese: 3.600 quelle che lavorano in comuni senza banca. Ma l’elemento che colpisce è l’ordine di grandezza dei territori colpiti. Se prima a rischiare l’isolamento erano solo i piccoli paesi, adesso gli istituti di credito stanno facendo le valigie anche da comuni sopra i 5mila abitanti.

Nella lista dei comuni orfani, infatti, ci sono Capraia e Limite (quasi 8mila residenti), Capolano (5.500) e Montecarlo (4.500). E se guardiamo in quella dove è rimasta una sola filiale il numero delle persone coinvolte cresce: Montale (10.600), Montignoso (10.100), Pelago (7.800) , Massa e Cozzile (7.700) e Calci (6.300).

Il confronto

Nel complesso, il 2025 conferma che la desertificazione bancaria continua ad ampliare il numero di cittadini con accesso limitato ai servizi bancari, in un contesto in cui la diffusione dell’Internet banking non è sufficiente a compensare la perdita della presenza fisica, soprattutto per la popolazione anziana e le fasce più fragili. Tra il 2024 e il 2025 in Italia l’utilizzo dell’Internet banking è cresciuto di poco più di un punto percentuale (dal 55,01% al 56,37%). Nella fascia tra 65 e 74 anni si registra una crescita del 2,7%, dato tuttavia inferiore alla media dei paesi Ue (+ 3,2%) , dove peraltro ad utilizzare i canali digitali è il 47,9% della popolazione più anziana contro il 36,7% di quella italiana.

A smentire ulteriormente il nesso di causa-effetto tra digitalizzazione e desertificazione bancaria è il caso francese, che a un elevato livello di utilizzo dell’Internet banking da parte della clientela accompagna una presenza sul territorio da parte delle banche ben più radicata rispetto a quella che si registra in Italia (48 sportelli ogni 100mila abitanti in Francia contro 33 in Italia). La nuova ondata di chiusure ha modificato - secondo il dossier - anche la classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari. Adesso il primo posto è occupato dal Gruppo Iccrea, che ha scavalcato Intesa Sanpaolo, tallonata sempre più da vicino da Unicredit.

Analisi e rischi

Spiega il segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani: «Nel 2025 l’andamento dell’utilizzo dell’Internet banking in Italia, pur in modesta crescita, resta significativamente inferiore alla media europea e molto distante dai principali Paesi dell’Unione. Ma soprattutto – prosegue – i dati smentiscono la tesi che esista un nesso causale diretto tra digitalizzazione e chiusura degli sportelli. I dati relativi alla Francia sono eclatanti: nel 2025 il 78,3% dei francesi ha utilizzato l’Internet banking, contro il 56,4% degli italiani. La differenza è ancora più marcata nella fascia di età 65-74 anni. E sappiamo che l’Italia ha l’indice di vecchiaia più alto d’Europa. Eppure in Francia ci sono 48 sportelli ogni 100mila abitanti, conto 33 sportelli in Italia. Insomma, siamo oltre l’allarme sociale. Le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili – è l’appello – devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose».

Primo piano
Conto alla rovescia

Carnevale di Viareggio 2026, ci siamo. E quest’anno non si “scherza”: retrocessioni e promozioni, cosa può succedere

di Simone Pierotti
Speciale Scuola 2030