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Meteo in Toscana, grande gelo a un passo: potrebbe essere un’ondata storica – L’analisi

di Tommaso Silvi

	L'elaborazione grafica del Centro Meteo Toscana
L'elaborazione grafica del Centro Meteo Toscana

Il punto della situazione a cura del Centro Meteo Toscana

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L’inverno 2025/26 continua a mostrare un volto tutt’altro che ordinario. Le dinamiche atmosferiche delle ultime settimane hanno aperto scenari che, secondo molti esperti, non si vedevano da anni. Una situazione complessa, in rapido movimento, che potrebbe incidere non solo sul finale di stagione ma anche sulle valutazioni climatiche dei prossimi mesi. Come sottolinea il Centro Meteo Toscana, nella giornata di lunedì 19 gennaio, «Situazione a dir poco elettrizzante sullo scacchiere europeo con i movimenti dei prossimi giorni che decideranno le sorti finali dell'inverno 2025/26». Un incipit che fotografa bene la sensazione diffusa tra gli addetti ai lavori: l’inverno attuale non assomiglia a quelli recenti.

Un inverno “vecchio stile”

Secondo gli analisti del CMT, «stiamo vivendo un inverno totalmente diverso dagli ultimi anni. Un inverno “vecchio stile” caratterizzato da figure che non vedevamo da tempo». Un’affermazione che trova riscontro nelle mappe: vaste aree dell’Europa centro-orientale sono da settimane sotto gelo intenso, con accumuli nevosi estesi e temperature che ricordano gli inverni più rigidi del passato. Il Centro Meteo Toscana evidenzia come il gelo non sia stato affatto spazzato via dalle correnti occidentali: «Il gelo che per molti sarebbe stato spazzato via dal flusso atlantico è in realtà sempre lì. Il flusso zonale resta troppo debole». Una debolezza che ha permesso all’aria pellicolare di consolidarsi su migliaia di chilometri quadrati, con valori termici che in alcune zone del Nord-Est europeo oscillano tra –10 e –20 gradi.

Le quattro “figure” che decidono la partita

Per descrivere la complessità del momento, il CMT ricorre a una metafora efficace: «Immaginate di avere 4 figure sedute a un tavolo da poker che giocheranno anche le sorti dell'inverno sul Mediterraneo».

Le quattro figure sono:

  • Il vortice polare disturbato, con un lobo diretto verso gli Stati Uniti.
  • Il gelo nord-orientale, sostenuto da un anticiclone termico russo in fase di consolidamento.
  • L’anticiclone delle Azzorre, finora spettatore ma potenzialmente decisivo.
  • Il flusso atlantico, ancora attivo ma non dominante come nelle stagioni recenti.

Il Centro Meteo Toscana sottolinea anche come negli Stati Uniti si stia vivendo un inverno particolarmente rigido, con temperature massime tra –5 e –10 gradi su aree densamente popolate: un elemento che conferma la natura anomala della circolazione emisferica.

Una nuova irruzione artica in arrivo

Il nodo centrale dei prossimi giorni è rappresentato da un nuovo disturbo al vortice polare. «Nei prossimi giorni avremo un nuovo forte disturbo al Vortice Polare, ovvero l'innesco di una nuova pulsazione artica», scrive il CMT. La differenza rispetto a inizio gennaio è significativa: questa volta l’aria gelida scorrerà su uno strato già freddo, aumentando il potenziale dell’irruzione. Per questo gli esperti parlano apertamente di «Irruzione artica potenzialmente storica».

Europa centrale verso 15–20 giorni di gelo

Secondo il Centro Meteo Toscana, «Germania, Olanda, Polonia e tutto il Nord Est europeo possono già prepararsi a 15/20 giorni di inverno tosto con valori sottozero senza sosta». Una prospettiva che potrebbe avere ripercussioni anche sulla Francia, già colpita da ondate fredde significative nelle scorse settimane.

E l’Italia?

Il nostro Paese, come spesso accade, si trova in una posizione intermedia, protetto in parte dalle Alpi e influenzato dal Mediterraneo ancora relativamente caldo. Il CMT lo ricorda chiaramente: «Noi come sempre siamo un capitolo a parte... abbiamo le Alpi che tentano di proteggerci e siamo circondati da un mare caldo». La chiave, però, potrebbe essere il comportamento dell’anticiclone delle Azzorre. «Basterà una semplice chiusura del flusso atlantico da parte delle Azzorre per vivere una fase invernale veramente degna di nota», spiegano gli esperti. L’accelerazione mite del weekend del 17-18 gennaio, secondo il Centro, potrebbe essere «l’ultimo sospiro del solito flusso atlantico… probabilmente un grande bluff durante la partita di poker».

La domanda finale: tornerà il freddo in Italia?

Il CMT risponde così: «Probabilmente non dobbiamo focalizzarci sul se tornerà ma sul quando tornerà».

Restano invece aperti i dubbi sull’intensità dell’eventuale irruzione: «Ad oggi non possiamo scartare nessuna ipotesi... nemmeno le più estreme». Un quadro che, comunque vada, conferma una certezza: «E questo comunque vada, significa già di per sé, inverno».

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