Nuova vita per La Capannina nel nome di Giorgio Armani, oltre 100 dipendenti e un investimento milionario – «Riporteremo star internazionali»
A marzo 2027 si torna alle atmosfere degli anni ’60/70, griffate dal gruppo Armani. Il locale darà lavoro a 130 persone, la metà del posto. Tacchella (deputy managing director): «Giorgio amava Forte dei Marmi, renderemo realtà il suo ultimo sogno»
FORTE DEI MARMI. Ritorno al passato. Ai colori, agli arredi, alla musica dal vivo, ai grandi concerti, alle atmosfere anni ‘60. Riapre la Capannina di Franceschi sulla spiaggia di Forte dei Marmi: la data cerchiata in rosso sul calendario in divenire è quella del marzo 2027, allo sbocciare della Pasqua. E sarà, come da premessa, un ritorno al passato sotto la griffe del gruppo Armani che, giusto un anno fa, pochi giorni prima della scomparsa dello stilista, aveva ufficializzato l’acquisto del locale-discoteca pensato e aperto, nel 1929, da Achille Franceschi come ritrovo per giocare a carte con gli amici, ascoltare la musica dal grammofono e bere sullo sfondo di un tramonto intriso dei colori dell’estate versiliese. A svelare la Capannina che verrà è stato ieri pomeriggio, a margine dell’appuntamento “Settembre all’ombra del Fortino”, nel cuore pulsante di Forte, il deputy managing director del Gruppo Armani, Michele Tacchella che, da fortemarmino doc e ancora quale referente apicale dello stesso gruppo, gestisce in prima persona la ristrutturazione e la programmazione del locale.
«Realizzeremo il suo sogno»
Parole, quelle di Tacchella, che ha risposto alle domande del giornalista Enrico Salvadori, accolte con applausi e soddisfazione da parte dei presenti, incluso il sindaco Bruno Murzi e questo perché la Capannina (che ha inusualmente e amaramente vissuto un’estate di cantieri e di conseguenza mai ha aperto alla clientela), era e resta nel cuore dei versiliesi. «Quello di Giorgio Armani, acquistare la Capannina, è stato un gesto di affetto, anche e soprattutto nel ricordo del suo amico e socio Sergio Galeotti – le parole di Tacchella –. In realtà Armani osservava con attenzione l’evolversi della Capannina da anni, ma ha sempre avuto un grande rispetto per il suo proprietario Gherardo Guidi e non ha mai voluto fare un passo concreto nell’acquisirla. Con la scomparsa di Guidi quell’interessamento si è tradotto in azione concreta. La verità è che Giorgio Armani amava Forte dei Marmi, il paese Forte dei Marmi, dove soggiornava anche per dei periodi, in autunno e primavera, rifuggendo il caos estivo. L’ultima sua idea, prima di morire, era di restituire la Capannina ai fasti e alle atmosfere che l’hanno caratterizzata a cavallo degli anni ‘60 e ‘70. Ed è quello che faremo. Certo – prosegue Tacchella – noi facciamo impresa, ma pur nel contesto di un investimento intendiamo non solo recuperare il valore di una tradizione ancorata al locale che continuerà a chiamarsi Capannina di Franceschi, ma anche restituirgli quell’immagine che ha catalizzato, nei decenni, l’accoglienza di grandi personalità».
Poeti, intellettuali e star internazionali
Già perché quel capanno voluto da Franceschi, nel breve volgere di poche estati divenne il punto di ritrovo per nobili, poeti e intellettuali (come Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Primo Levi giusto per citane alcuni) che sorseggiavano Negroni al tramonto. Anche se il boom della Capannina deflagra tre decadi dopo, fra grandi artisti internazionali e non: Édith Piaf e Ray Charles, prima e Gloria Gaynor, Grace Jones, Amii Stewart, Paul Anka, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Patty Pravo, Edoardo Vianello, Peppino Di Capri, Fred Bongusto, Renato Zero, Jerry Calà. Beppe Grillo e Roberto Benigni, poi.
L’investimento e i posti di lavoro
«Forte dei Marmi come Taormina, Portofino e Capri è una realtà di straordinario appeal, che tutela la propria tradizione, ma che è aperta all’innovazione. E dove abbiamo ritenuto interessante investire». Il taglio del nastro «sarà a fine marzo 2027: dovremo correre, ma ce la faremo. E resteremo aperti, almeno sei giorni su sette, fino alla prima settimana di novembre. Poi si vedrà. Stiamo parlando di un progetto restauro molto attento ai particolari: travi, intrecci, colori, sedute. Tutto sarà come era una volta. Riporteremo la ristorazione, riapriremo il primo piano, ci sarà di nuovo il banco bar sempre in stile anni ’60. Anche se sicuramente molto non potrà essere riproposto dopo quanto drammaticamente successo a Crans Montana. La nostra idea – sottolinea Tacchela – è quella di guardare al futuro, nel segno della continuità con il passato. L’importo dell’investimento? Sui 30 milioni di euro. Il numero dei dipendenti? Complessivamente superiore ai 130: la metà saranno residenti del posto – una quindicina quelli già “ingaggiati” – il resto proveniente dal nostro gruppo. Non amo sentire definire il nostro investimento come un’operazione amarcord, perché, guardando oltre l’emozione e il rispetto di ciò che ha rappresentato la Capannina, riporteremo le star internazionali nel locale, organizzeremo concerti, faremo “clubbing “il venerdì e il sabato”, ci saranno le colazioni al mattino e il dinner show. Per una sinergia di fondo che abbinerà l’eleganza del gruppo Armani con la filosofia di Forte. Così come tornerà il gioco delle carte al primo piano, ospiteremo il Premio satira politica, ci sarà spazio per gli appuntamenti culturali, i talk show con i personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, di tutta la politica. Ma renderemo fruibile la Capannina anche ai fortemarmini, ai versiliesi con serate associative. I giovanissimi? No, entreranno persone solo dai 21 anni in poi e il nostro sguardo privilegiato sarà rivolto a una clientela più matura. Nel rispetto di una tradizione legata all’eleganza, alla sobrietà e all’amore di Giorgio Armani per questo paese e questo locale».
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