Il Tirreno

Il racconto

Il Tirreno a Montemerano, Mario e la sua passione per la Vespa: «Quando la acquistai fu come comprare il mondo»

di Lorenzo Lombardi

	Due scorci del borgo di Montemerano (fotoservizio Lorenzo Lombardi)
Due scorci del borgo di Montemerano (fotoservizio Lorenzo Lombardi)

Continua il nostro tour nei borghi della Toscana in occasione degli 80 anni della Vespa. A Montemerano abbiamo incontrato Mario, 90 anni, innamorato dello scooter Piaggio

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MONTEMERANO. Il Castello è una parte della “intera frazione” di Montemerano, così appena arrivati ci siamo fermati un attimo con la Vespa per capire dove andare. Parcheggiata la Vespa ci sgranchiamo un po’ le gambe e notiamo che una persona ci sta guardando con interesse dalla finestra. Con la nostra solita faccia tosta, ci mettiamo a fare due chiacchiere. Appena ci avviciniamo il signore ci dice: «Bella la Vespa, è quella nuova vero?». Intuiamo subito che è un vespista, Mario, falegname, 90 anni, montemeranese doc. Ci racconta la sua vita, ci dice che «a Montemerano tutto sommato si sta bene» e noi gli spieghiamo che stiamo facendo un tour per gli 80 anni della Vespa. «Solo 80?», dice sorpreso e ci fa sorridere questa cosa. Ci rivela così i suoi 90 anni e con le sue parole ci fa vivere quello che ha rappresentato la Vespa per la sua generazione. «Quando comprai la prima Vespa, mi pareva di aver comprato il mondo», racconta con occhi ancora sognanti che ci fanno anche un po’ commuovere. Aggiunge poi che aveva pure un motocarro Ape Piaggio, ma «per lavoro», precisa; «Ho voluto bene anche all’Ape, ma la Vespa è la Vespa». Chiediamo a Mario dove si trova il Castello e lui ci indica la direzione con la mano: «Sali lungo questa strada e ci sei, ma attento a non perderti nelle viuzze del borgo, si entra da una parte e si finisce per uscire da un’altra».

Lì per lì pensavamo che stesse un po’ esagerando, in realtà, aveva perfettamente ragione. Quando siamo andati a Montemerano era un giorno infrasettimanale e così Il borgo era abbastanza vuoto, e ci siamo potuti godere nel silenzio quel luogo labirintico, abbiamo fatto video che potrete vedere online, e poi ci siamo concessi una pausa caffè al bar “Il Glicine”, esattamente accanto all’ingresso “ufficiale” del borgo. Appena entriamo il barista ci guarda, sorride e dice: «Tu sei quello della Vespa del Tirreno!». Confermiamo che siamo noi: così abbiamo conosciuto Dario, a cui abbiamo chiesto di ripeterci questa frase anche in video! (Lo trovate nelle nostre pagine social). Dario chiama la moglie Mariella, il padre Duilio ed il figlio Immanuel. «Come Kant?», chiediamo per conferma, e Dario, che ha sempre la battuta pronta ci risponde: «Certo, ganzo vero?». Confermiamo che è un nome ganzo. Il bar è a gestione familiare e la loro sono i baristi di Montemerano per antonomasia: 70 anni di attività e quattro generazioni dietro il bancone (dal bisnonno al nipote). Da vero barista di paese Dario ci presenta un sacco di persone e racconta «storie di paese». Passiamo dei momenti piacevolissimi finché non gli chiediamo naturalmente di fare la foto per noi col nostro cartellone. Mariella preferisce non apparire mentre tre generazioni di baristi (nonno, babbo e figlio) si mettono in posa sorridendo.
 

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