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Mondiali, ritiro choc per l’Iran: trovato cadavere di fronte al centro sportivo – Video

di Redazione web

	Il luogo del ritrovamento 
Il luogo del ritrovamento 

La scoperta del corpo ha fatto scattare un’imponente operazione di sicurezza attorno alla nazionale iraniana, già costretta a prepararsi in Messico per le restrizioni sui visti imposte dagli Stati Uniti, mentre proseguono le indagini della polizia locale

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La vigilia dell’esordio dell’Iran ai Mondiali 2026 si è trasformata in una giornata di forte tensione. A Tijuana, città scelta come base operativa dalla nazionale, nella giornata di sabato 13 giugno è stato ritrovato un cadavere all’esterno del centro sportivo dove la squadra si sta preparando alla sfida contro la Nuova Zelanda, valida per il girone G. Il corpo, secondo quanto riferito dalle autorità locali, presentava evidenti segni di violenza ed era stato nascosto all’interno del bagagliaio di un’auto parcheggiata in un centro commerciale a meno di trecento metri dal ritiro della selezione iraniana.

L’allarme e l’intervento della polizia

L’auto, ferma da martedì 9 giugno, è stata segnalata da un addetto al parcheggio dopo che il personale di un supermercato vicino aveva avvertito un odore sospetto. Sul posto sono intervenute numerose pattuglie della polizia municipale, che hanno isolato l’area e avviato le prime verifiche. Gli investigatori della Procura Generale dello Stato e dell’Unità omicidi hanno preso in carico il caso, ma al momento non sono state rese note informazioni sull’identità della vittima. Le indagini proseguono nel massimo riserbo.

La scoperta del corpo ha fatto scattare un’imponente operazione di sicurezza attorno alla nazionale iraniana, già costretta a prepararsi in Messico per le restrizioni sui visti imposte dagli Stati Uniti, mentre proseguono le indagini della polizia locale

Oltre 20 unità di sicurezza attive nella zona

La scoperta ha dato il via a un’imponente operazione di polizia: più di venti unità sono state dispiegate dentro e fuori dal centro sportivo, mentre giocatori e staff hanno assistito a un via vai continuo di agenti e mezzi di sicurezza. Un episodio che arriva in un contesto già delicato per la delegazione iraniana, impegnata a gestire le tensioni politiche legate ai rapporti con gli Stati Uniti.

Perché l’Iran si allena in Messico

La nazionale avrebbe dovuto stabilire il proprio quartier generale in Arizona, ma le restrizioni sui visti imposte dal governo statunitense ai membri della delegazione hanno costretto la federazione a ripiegare su Tijuana. La squadra alloggia in un hotel della città e raggiunge il campo d’allenamento scortata da un convoglio composto da forze federali e agenti della Bassa California. Nonostante il ritrovamento del cadavere, i dirigenti iraniani non hanno richiesto un ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza.

Una vigilia agitata per una nazionale già sotto pressione

L’Iran è inserito nel Gruppo G insieme a Egitto, Belgio e Nuova Zelanda. La squadra debutterà contro gli All Whites in un clima appesantito da un episodio che nulla ha a che vedere con il calcio, ma che ha inevitabilmente attirato l’attenzione internazionale sul ritiro iraniano.

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