La Ternana è fallita: ora la ripartenza dai dilettanti – L’annuncio sui social: «Ho fatto il possibile»
Il club rossoverde si avvia verso una ricostruzione forzata, mentre il fallimento certificato apre la fase dei bandi comunali e delle nuove candidature per riportare il calcio a Terni
La Ternana aveva celebrato i suoi primi cento anni lo scorso ottobre, un traguardo che sembrava aprire una nuova fase identitaria. Invece, pochi mesi dopo, il club si ritrova davanti allo scenario più duro: il fallimento è ormai un dato acquisito e il termine per la presentazione delle offerte è scaduto senza che nessun soggetto si facesse avanti. La conseguenza è quasi inevitabile: la società rischia di sparire dal calcio professionistico.
Il quadro giudiziario: asta senza offerte e futuro segnato
Domani mattina, mercoledì 13 aprile, i curatori fallimentari formalizzeranno l’assenza di proposte d’acquisto. Con questo passaggio, l’asta potrà essere dichiarata ufficialmente deserta. In teoria, il tribunale potrebbe valutare un nuovo tentativo in tempi rapidissimi, nel tentativo estremo di salvaguardare un patrimonio sportivo e sociale che appartiene alla città. Ma al momento si tratta solo di un’ipotesi residuale.
Ripartenza dai dilettanti: l’unica strada percorribile
Con il professionismo ormai compromesso, la ripartenza dovrebbe avvenire da un campionato dilettantistico: Serie D o, in alternativa, Eccellenza. Per avviare il nuovo corso, sarà il sindaco Stefano Bandecchi a dover pubblicare un bando rivolto a imprenditori e gruppi interessati a far rinascere la Ternana sotto una nuova veste societaria. I tempi, però, non saranno immediati: serviranno alcune settimane per definire il percorso.
Il messaggio di Di Campli: «Ho fatto tutto il possibile»
Tra le voci che hanno accompagnato il tentativo di salvataggio c’è quella dell’avvocato Donato Di Campli, che sui social ha espresso amarezza per l’esito della vicenda: «Mi dispiace per com’è andata a finire. Ho messo in campo tutta la mia esperienza e la mia professionalità per trovare una soluzione concreta». Di Campli ha poi sottolineato come, nelle ultime settimane, non si siano create le condizioni economiche necessarie per chiudere l’operazione: «Nel calcio, soprattutto in situazioni così complesse, la competenza non basta. Servono solidità, coraggio e garanzie reali». Il legale rivendica comunque un lavoro svolto «con serietà, trasparenza e senza alimentare false speranze».
Una fine ingloriosa e molte domande ancora aperte
Una volta certificata l’asta deserta, non sono attese ulteriori novità immediate. Solo a “bocce ferme” sarà possibile ricostruire con precisione le responsabilità che hanno portato un club centenario, simbolo della città, a un epilogo tanto doloroso.
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