La Lega di Serie A ha scelto il nome per il prossimo presidente della Figc
Dopo il disastro della terza mancata qualificazione al Mondiale consecutiva sono iniziate le grandi manovre per il rinnovo dei vertici del pallone italiano: ecco l’iter completo che porterà alle elezioni e quindi alla nuova nomina
La Lega Serie A si è riunita nella mattina di lunedì 13 aprile nella sede di via Rosellini, a Milano, nel primo incontro ufficiale dopo la nuova eliminazione dell’Italia dal Mondiale e le dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina. Tutte le venti società hanno preso parte ai lavori, iniziati con un leggero ritardo per problemi ferroviari.
Il fronte che sostiene Malagò
Al centro della discussione c’è la scelta del candidato alla presidenza della Figc. I club di Serie A stanno convergendo sul nome di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e oggi alla guida della Fondazione Milano Cortina. Secondo le indiscrezioni, sarebbero già diciotto le società pronte a sostenerlo, in particolare le big del Nord.
Le perplessità di Lotito e Zanzi
A non firmare il documento di appoggio sono stati Claudio Lotito (Lazio) e Italo Zanzi (Verona). La loro posizione non riguarda il profilo di Malagò, ma il metodo: ritengono che prima si sarebbe dovuto definire un programma condiviso e solo successivamente individuare il candidato.
Verso le elezioni federali
Il percorso elettorale è già tracciato. Le candidature alla presidenza della Figc dovranno essere presentate entro il 13 maggio, mentre l’assemblea elettiva è fissata per il 22 giugno. La Serie A punta ad arrivare a quell’appuntamento con una linea il più possibile compatta.
Come funziona l’elezione del nuovo presidente Figc
A scegliere il prossimo presidente federale saranno 274 delegati, in rappresentanza delle società di Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, oltre ai rappresentanti dell’Associazione Calciatori e dell’Associazione Allenatori. Il voto è ponderato, cioè il peso di ciascun delegato non è identico ma varia in base alla componente di appartenenza. Per le Leghe professionistiche (Serie A, Serie B e Lega Pro) i delegati sono i presidenti dei club o persone da loro designate. Per la Lnd, i calciatori e i tecnici, invece, i rappresentanti vengono scelti secondo i rispettivi regolamenti interni. Il sistema elettorale si basa su un totale di 516 voti complessivi, distribuiti in modo proporzionale al “peso” della categoria rappresentata. La suddivisione attuale è la seguente:
- Serie A – 20 delegati (4,644 voti ciascuno, totale 92,88): 18%
- Serie B – 20 delegati (1,548 voti ciascuno, totale 30,96): 6%
- Lega Pro – 57 delegati (1,086 voti ciascuno, totale 61,902): 12%
- LND – 99 delegati (1,772 voti ciascuno, totale 175,428): 34%
- Calciatori – 52 delegati (1,984 voti ciascuno, totale 103,168): 20%
- Allenatori – 26 delegati (1,984 voti ciascuno, totale 51,584): 10%
Le candidature alla presidenza devono essere depositate presso la Segreteria Generale almeno 40 giorni prima del voto (scadenza 13 maggio), mentre la Figc pubblicherà nomi e programmi entro 30 giorni dalle elezioni, fissate per il 22 giugno. Ogni aspirante presidente deve presentare un documento programmatico per il quadriennio e ottenere un “accredito”, cioè il sostegno di:
- almeno una Lega (Serie A, Serie B, Lega Pro o LND),
- oppure una delle componenti tecniche (Calciatori o Allenatori),
- in alternativa, la firma della maggioranza assoluta dei delegati (almeno 138).
Prima dell’apertura delle urne, i candidati possono illustrare il proprio programma. La votazione avviene a scrutinio segreto tramite sistema elettronico: ogni delegato può esprimere una sola preferenza. L’elezione scatta quando un candidato supera la maggioranza assoluta dei voti ponderati dei presenti.
La procedura varia in base al numero dei candidati:
- uno o due candidati: sono previsti fino a tre scrutini; in ciascuno serve la maggioranza assoluta;
- tre o più candidati: se nessuno supera la soglia al primo turno, si passa al ballottaggio tra i due più votati, con un massimo di due ulteriori votazioni.
Quando un candidato raggiunge la maggioranza richiesta, il presidente dell’Assemblea ne proclama l’elezione. Da quel momento la nomina diventa operativa e il nuovo presidente assume immediatamente tutte le funzioni.
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