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La figlia del vento che corre col velo: dalla Tunisia approda a Livorno

di Juna Goti

	Marwa Bouzayani
Marwa Bouzayani

Marwa Bouzayani indossa l’hijab in pista. L’atleta è stata tesserata dalla Libertas Unicusano

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LIVORNO. Correrà in pista con l’hijab, come ha sempre fatto. Ma da ora in avanti indosserà anche la maglia amaranto della Libertas Unicusano, la società livornese di atletica leggera che è diventata la casa toscana di grandi campioni internazionali, a cominciare da Andy Diaz.

Marwa Bouzayani, atleta tunisina di 29 anni, nella sua disciplina, i 3000 siepi, è una star: leader della Diamond League e atleta tra le migliori quattro specialiste al mondo, quest’anno è riuscita a portare il suo record personale a 8’54”32.

Continuerà a vivere in Tunisia, a gareggiare per la nazionale del suo Paese e ad allenarsi in alcuni periodi in Italia. Ma sarà tesserata per il club toscano che ha come principale sponsor proprio l'Università Niccolò Cusano dello straripante sindaco livornese di Terni, Stefano Bandecchi.

«Verrà a gareggiare in una delle principali società italiane, partecipando a tutta l’attività ad alto livello che vorrà, compresi i campionati di società, che farà il prossimo anno», sottolinea Gianni Giannone, presidente della Libertas e delegato del Coni livornese: «Avrà la possibilità di mettersi in luce ancora di più, partecipando a tantissimi meeting in Toscana e nel resto d’Italia».

Bouzayani sarà una delle prime atlete professioniste a scendere in pista con il velo nel campionato italiano. «Nelle espressioni pubbliche della sua fede – ricordano dal suo nuovo club – Marwa compete nelle gare indossando un hijab e un abbigliamento modesto, incarnando il suo impegno per i principi islamici anche durante le competizioni».

L’hijab non è il burqa. È un foulard che copre i capelli e il collo, lasciando scoperto il viso (quello sportivo a volte copre solo i capelli). A livello internazionale la presenza di atlete musulmane che lo indossano è in crescita, come racconta anche la scelta di grandi marchi di abbigliamento sportivo di produrlo: la Nike, per esempio, suo sponsor tecnico, nel 2018 ha lanciato il modello griffato per le atlete, con l’inconfondibile baffo.

Ma la strada non è stata sempre in discesa, anzi. Marwa Bouzayani era in pista ai Giochi olimpici di due anni fa a Parigi, quando si scatenarono le polemiche per la scelta del governo francese di vietare alle proprie atlete di indossare il velo in nome di una rigida laicità dello Stato anche nello sport. È invece esattamente di un anno fa l’annuncio dell’arrivo in campo, per la Uyba Busto Arsizio, della prima giocatrice con l’hijab del campionato italiano di volley femminile, la schiacciatrice egiziana Mariam Metwally.

Velo o non velo, una caratteristica unisce queste donne che parlano la lingua dello sport: sono fortissime.

Bouzayani oggi sarà impegnata nella tappa di Diamond League a Losanna, insieme a Diaz. E il 4 settembre cercherà di conquistare il diamante nella finalissima di Bruxelles. «Sesta alle Olimpiadi di Parigi – ricordano dalla Libertas Unicusano – vanta dei risultati incredibili anche in altre gare, come i 1500, con un personale di 4’03”51, e i 5000 (15’06”24). Andrà a fare da chioccia alle altre mezzofondiste amaranto, come Milena Maiolini, Alessandra Succetti, Letizia Mengozzi, Margherita Voliani e Gaia Silvestri».

La campionessa ha già conosciuto Livorno e la Toscana. Una manciata di settimane fa è arrivata in città ospite della società che l’ha appena tesserata: ha dormito all’Hotel simbolo del lungomare, il Palazzo, poi ha visitato la costa. Una piccola parentesi prima di rituffarsi negli allenamenti.

Il club amaranto festeggia per questa perla che va ad arricchire il gruppo di atlete e atleti freschi di titoli e medaglie ai recenti Campionati Europei di Birmingham. A cominciare da Sofia Fiorini, aretina, da anni atleta della società livornese, immensa nella marcia, dove si è appena presa l’oro e il record del mondo. O Ilaria Accame, bronzo nella 4x400. E naturalmente il campione europeo Diaz, nel salto triplo, che oggi in Svizzera andrà a caccia del record del mondo. Rimasto in Italia dopo aver ottenuto asilo politico e cittadinanza, è nella squadra della Libertas Unicusano ed è allenato a Roma, nella caserma delle Fiamme Gialle, dall’ex triplista Fabrizio Donato. Livorno lo ha scelto come testimonial dell’ultima Notte Bianca dello sport.

«Una volta sistemata la pista del Campo scuola Renato Martelli – annuncia il presidente della Libertas Unicusano Giannone – organizzeremo un meeting dove abbiamo intenzione di far gareggiare tutti i nostri migliori tesserati». E per l’atletica livornese e toscana sarà una festa. 


 

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