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Firenze

L'indagine

Firenze, precipitato dal viadotto dell’A1: aveva l’imbragatura slacciata – Sequestro del cantiere e indagine per omicidio colposo

di Mario Neri

	Uno dei viadotti dell’A1 fra Calenzano e Barberino
Uno dei viadotti dell’A1 fra Calenzano e Barberino

Ahmed Salah Hasan Ibrahik, 39 anni, è morto cadendo da un’altezza di 20 metri: saranno sentiti i colleghi presenti

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CALENZANO. L’imbragatura ce l’aveva addosso, ma non era agganciata a un punto di ancoraggio. Quando Ahmed Salah Hasan Ibrahik ha perso l’equilibrio ed è precipitato dal ponteggio, il dispositivo che portava sul corpo non ha potuto arrestare la caduta. È il primo elemento concreto su cui si concentra l’inchiesta per la morte dell’operaio egiziano di 39 anni, avvenuta mercoledì pomeriggio nel cantiere dell’A1 sul viadotto Goccioloni 1, tra Calenzano e Barberino di Mugello.

La Procura di Prato procede per omicidio colposo e ha disposto il sequestro dell’area del pilone dove il manovale stava lavorando. Gli accertamenti vengono svolti con il personale dell’Ufficio prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, il Pisll Firenze 2 della Asl. Il punto dell’autostrada ricade nel territorio comunale di Calenzano e quindi nel circondario giudiziario pratese.

Ahmed lavorava per la GGroup, impresa che opera in subappalto nel cantiere di ammodernamento e manutenzione strutturale del viadotto per Autostrade per l’Italia. Mercoledì era impegnato su una pila, secondo le prime ricostruzioni in un lavoro di stuccatura e ripristino. Sul pilone erano in corso lavori di manutenzione per conto di Autostrade per l’Italia. Erano circa le 14. 56. Con lui c’erano altri operai, colleghi e connazionali, che la Procura guidata da Luca Tecsaroli intende sentire. Dovranno ricostruire gli istanti che hanno preceduto la caduta e spiegare quali fossero le disposizioni ricevute per lavorare in quota, come venissero utilizzati i sistemi anticaduta e quali controlli fossero previsti durante il turno.

È qui che l’indagine adesso si stringe. L’imbragatura era stata indossata. Mancava il collegamento che avrebbe dovuto assicurarla al sistema di trattenuta. Gli investigatori dovranno stabilire perché Ahmed lavorasse in quelle condizioni e se si trattasse di un comportamento occasionale oppure di una modalità già adottata nel cantiere. Le testimonianze degli operai presenti sulla pila saranno incrociate con la documentazione aziendale, le procedure di sicurezza e gli altri elementi raccolti nell’area sequestrata. Il trentanovenne è caduto da un’altezza compresa fra 14 e 20 metri. L’allarme è partito subito. Sono intervenuti i sanitari del 118 e la Misericordia di Calenzano, ed è stato attivato anche l’elisoccorso Pegaso. I tentativi di rianimazione sono proseguiti sul posto. Ma non c’è stato nulla da fare.

Il Goccioloni 1 si trova sul vecchio tracciato dell’Autosole, nel tratto interessato dal piano di riqualificazione tra Barberino e Calenzano. Aspi sta intervenendo sui viadotti e sulla riconfigurazione della carreggiata in direzione Bologna. Il cantiere in cui lavorava Ahmed rientra in questo programma e lì sono impegnate più imprese nella catena degli affidamenti.

La morte del manovale ha fatto scattare anche la protesta sindacale. Fillea Cgil, Filca Cisl e FenealUil hanno proclamato per oggi uno sciopero dell’edilizia in tutta la provincia di Firenze, nell’ultima ora di ogni turno. Chiedono controlli più serrati nei cantieri, formazione e verifiche lungo appalti e subappalti.

Gli operai che mercoledì pomeriggio erano sulla pila con Ahmed saranno sentiti dalla Procura. Dovranno raccontare dove si trovavano, cosa hanno visto e come, ogni giorno, veniva agganciata quell’imbragatura.

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