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Ciao Italtennis, è stato bello

di Vezio Trifoni
Ciao Italtennis, è stato bello

Alcaraz e Khachanov ostacoli troppo alti: a Parigi fuori Musetti e Sonego. Il piemontese si arrende alla stanchezza, il carrarese subisce il numero 1

05 giugno 2023
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Ottavi fatali per i due Lorenzo al Roland Garros. Khachanov, supera Sonny ma il torinese ha avuto la forza di non mollare mai mentre Alcaraz ha dominato Musetti dopo il 2-0 iniziale per il toscano.

Nel match che ha aperto il programma sul “Suzanne Lenglen” il ventottenne torinese Lorenzo Sonego, n. 48, ha ceduto 1-6 6-4 7-6 6-1, dopo quasi tre ore e mezza, al russo Karen Khachanov, n. 11 del ranking e del seeding, per la seconda volta approdato tra i migliori otto all'ombra della Tour Eiffel. Sonego ha mancato un set-point nel tie-break della seconda frazione, poi ha pagato con un problema alla coscia destra la fatica per la maratona contro Rublev di venerdì. Grandi numeri al servizio per Khachanov: 12 ace (ed un solo doppio fallo), il 58% di prime in campo con il 76% dei punti conquistati. Anche Sonego ha servito bene, soprattutto nei primi tre set: per lui 8 ace e 5 doppi falli (il più pesante quello sul set-point per il russo nel tie-break del secondo set), il 60% delle prime in campo con il 70% dei punti vinti.

Lorenzo ha messo a segno più vincenti 46, a fronte di 34 gratuiti (36 contro 34 il bilancio del russo). «Fisicamente non ne avevo più, ho dato tutto». La standing ovation che gli ha tributato il Suzanne Lenglen’dopo la sconfitta con Karen Khachanov rappresenta un nuovo punto di partenza per Lorenzo Sonego: «Ho qualche rimpianto – ammette – ma sul campo ho lasciato tutto quello che avevo. Ho lottato alla pari con un giocatore tra i più forti del mondo, uno che fa sempre semifinale in tutti gli Slam.

Partivo sfavorito, e comunque sono riuscito a dire la mia. Ho iniziato la partita molto bene, nel primo set lui mi dava possibilità di imporre il mio gioco, aveva una percentuale bassa di prime al servizio e io potevo comandare con i piedi dentro il campo. Poi gli scambi si sono allungati, la partita è diventata più dura e non ho avuto più possibilità di comandare. Ho speso tante energie e non sono riuscito a fare i break quando ne ho avuto occasione».

Sul centrale l'attesa per la sfida tra i due Next Gen era molto sentita ma un Alcaraz così è impossibile battere. «Ho giocato una partita completa». Così Carlos Alcaraz commenta a caldo il 6-3 6-2 6-2 a Lorenzo Musetti. Sintetico ma effficace, il murciano, che infila l'undicesima vittoria di fila negli Slam, la trentaquattresima in stagione, e centra i quarti per il secondo anno di fila al Roland Garros. Resta così Rafa Nadal l'ultimo giocatore eliminato a Parigi prima dei quarti da testa di serie numero 1, nel 2009 quando subì la sua prima sconfitta nel suo regno al Bois de Boulogne contro lo svedese Robin Soderling. Musetti, sciolto solo nei primissimi game e poi sempre più frustrato e negativo, subisce la terza sconfitta in tre partite contro un Top 10 negli Slam ma davanti ha trovato davvero un muro che si modificava in base a quello che faceva l'avversario. Lorenzo ha provato a smorzare ma lo spagnolo sembrava una tigre in avanti, ha cercato la palla alta ma ogni volta con frustate dall'alto la palla veniva colpita talmente forte e il colpo andava sulla riga. A quel punto la frustrazione si è alzata e il toscano non è più riuscito a scollarsi di dosso la negatività anche in qualche momento dove poteva fare meglio. Comunque tre gare vinte e la conferma che Musetti c'è. Tutto facile per Djokovic che accede ai quarti dominano Varillas in tre set.
 

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