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La Diocesi di Prato incassa oltre 4 milioni con l’8 per mille, ma la quota dei sacerdoti non basta al sostentamento
Nel fine settimana le parrocchie raccoglieranno offerte per lo “stipendio” dei parroci
PRATO. Nel 2025 la Diocesi di Prato ha ricevuto dalla Conferenza episcopale italiana oltre 4 milioni di euro (4 milioni e 113mila per la precisione) derivanti dai fondi dell’8 per mille assegnati alla Chiesa Cattolica nello stesso anno, ma evidentemente i soldi non bastano a sostenere le decine di sacerdoti della Diocesi. Per questo il prossimo fine settimana, sabato 24 e domenica 25, saranno raccolte offerte nelle parrocchie, con l’obbiettivo di arrivare a 1.000 per ogni parrocchia, l’equivalente, spiega la Diocesi, dello stipendio di un sacerdote.
«L’iniziativa è promossa dall’ufficio diocesano del Sovvenire e rientra nel progetto “Uniti possiamo” della Chiesa Cattolica che è iniziato nel mese di settembre e terminerà a fine anno – spiega una nota della Diocesi – Con lo slogan “Un mese, una comunità, un sacerdote” ogni parrocchia è invitata a prendersi il concreto impegno di raccogliere entro dicembre offerte almeno corrispondenti a una mensilità di un sacerdote, cioè circa 1.000 euro. Durante le celebrazioni festive in tutte le chiese della diocesi di Prato sarà illustrato il progetto e inizierà la raccolta delle offerte. Saranno messe a disposizione dei fedeli delle buste prestampate con all’interno tutte le istruzioni per lasciare il proprio contributo direttamente in parrocchia insieme ai dati personali per godere dei benefici fiscali. Le offerte sono infatti deducibili e successivamente sarà inviata a ciascuno la ricevuta utilizzabile in fase di dichiarazione dei redditi».
«Lo scopo delle offerte deducibili – aggiunge la Diocesi – è quello di aiutare i circa 31.000 sacerdoti delle diocesi italiane affinché possano avere un sostegno economico che consenta loro una vita dignitosa. E questo anche per quelli che sono anziani e malati e quindi non più a servizio della collettività, quelli che servono le comunità più piccole e più povere che non sarebbero in grado di sostenerli, quelli in missione».
La nota della Diocesi è interessante anche perché mette in fila un po’ di numeri che non tutti conoscono. Detto degli oltre 4 milioni che arrivano dalla Cei, l’anno scorso sono state raccolte 649 offerte (in calo del 17% rispetto al 2024) per una cifra complessiva di 37.776 euro che sostanzialmente pareggia quella dell’anno precedente (-0,3%). Dunque, a fronte della riduzione dei donatori si è avuta una crescita delle singole quote versate.
Gli oltre 4 milioni della Cei, spiega ancora la Diocesi, sono stati impiegati per le opere diocesane di culto e pastorale nella misura del 15,2%, per le opere diocesane di carità il 14,4%, per l’edilizia di culto il 27,1%, per i beni culturali l’1,4% e il resto (pari al 41,9%) proprio per il sostentamento dei sacerdoti. Questo significa che ai sacerdoti sono andati un milione e 713mila 507 euro.
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