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Bonus per partite Iva fino a 817 euro al mese: come ottenerlo – C’è tempo fino al 31 ottobre

di Redazione web

	Il bonus arriva fino a 817 euro al mese
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Il bonus arriva fino a 817 euro al mese

Si tratta di una misura strutturale introdotta per offrire un sostegno ai titolari di partita Iva iscritti alla Gestione separata Inps che registrano una consistente riduzione dei redditi

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C'è ancora tempo fino al 31 ottobre 2026 per richiedere l'Iscro, l'Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa destinata ai lavoratori autonomi in difficoltà economica. Si tratta di una misura strutturale introdotta per offrire un sostegno ai titolari di partita Iva iscritti alla Gestione separata Inps che registrano una consistente riduzione dei redditi. L'aiuto economico può arrivare quest'anno fino a 817,69 euro al mese e viene riconosciuto per un periodo massimo di sei mesi. La richiesta deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso i servizi messi a disposizione dall'Inps.

Che cos'è l'Iscro

L'Iscro è stata concepita come una sorta di ammortizzatore sociale per i lavoratori autonomi. L'obiettivo è garantire un supporto temporaneo a professionisti e freelance che attraversano una fase di contrazione delle entrate, consentendo loro di proseguire l'attività senza interrompere il percorso professionale. Dal 2024 il contributo è diventato una misura stabile dell'ordinamento italiano e viene finanziato attraverso il sistema previdenziale della Gestione separata.

A chi spetta il contributo

L'indennità non è accessibile a tutte le partite Iva. Possono presentare domanda i lavoratori autonomi che esercitano abitualmente attività professionale e risultano iscritti alla Gestione separata Inps, purché non siano contemporaneamente iscritti ad altre forme obbligatorie di previdenza. Tra le condizioni richieste vi è anche il possesso di una partita Iva attiva da almeno tre anni per l'attività professionale che ha determinato l'iscrizione alla Gestione separata. L'agevolazione è rivolta anche ai professionisti che operano attraverso studi associati o società semplici e che producono redditi riconducibili al lavoro autonomo.

Chi è escluso nel 2026

La normativa prevede una limitazione importante. Non possono accedere all'Iscro 2026 coloro che hanno già beneficiato dell'indennità nel 2024 o nel 2025. Il divieto opera anche nei confronti dei lavoratori che non hanno percepito tutte le sei mensilità previste. La regola stabilisce infatti che, una volta ottenuta la prestazione, questa non possa essere nuovamente richiesta nei due anni successivi all'inizio della fruizione. Possono invece tentare nuovamente l'accesso coloro che avevano presentato domanda negli anni precedenti senza ottenerne il riconoscimento oppure chi si è visto respingere l'istanza.

I requisiti economici

Per ottenere il bonus è necessario dimostrare una significativa riduzione del reddito professionale.

In particolare, il reddito da lavoro autonomo prodotto nel 2025 deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi dichiarati nei due anni precedenti, cioè nel 2023 e nel 2024. A questo si aggiunge un secondo requisito: il reddito da lavoro autonomo dell'anno precedente alla domanda non deve superare i 12mila euro, soglia soggetta a rivalutazione periodica.

Occorre inoltre:

  • essere in regola con i versamenti previdenziali;
  • non percepire pensioni dirette;
  • non beneficiare dell'Assegno di inclusione.

L'Iscro non può inoltre essere cumulata con altre prestazioni di sostegno al reddito come Naspi, Dis-Coll, Alas e indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo.

Quanto vale il bonus nel 2026

L'importo del contributo viene determinato sulla base dei redditi professionali dichiarati nei due anni che precedono l'anno preso a riferimento per verificare il calo reddituale. Il meccanismo di calcolo tiene conto del 25% della media semestrale dei redditi da lavoro autonomo prodotti nel biennio considerato. Per il 2026, quindi, vengono presi in considerazione i redditi professionali dichiarati nel 2023 e nel 2024.

La normativa prevede comunque due soglie di salvaguardia:

  • importo minimo mensile: 255,53 euro;
  • importo massimo mensile: 817,69 euro.

L'erogazione non può superare sei mensilità.

Come presentare la domanda

Le richieste possono essere inviate fino al 31 ottobre 2026 attraverso i servizi digitali dell'Inps.

Per accedere alla procedura è necessario utilizzare una delle credenziali ammesse:

  • Spid di livello 2 o superiore;
  • Carta d'identità elettronica;
  • Carta nazionale dei servizi;
  • sistema eIDAS.

In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center Inps chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa oppure il numero 06 164164 da telefono cellulare. Rimane inoltre disponibile l'assistenza dei patronati. Durante la compilazione dell’istanza il richiedente deve dichiarare i redditi necessari alla verifica dei requisiti. Sarà poi l'Inps a effettuare i controlli attraverso le informazioni presenti nei propri archivi e mediante il confronto con i dati fiscali disponibili.

Attenzione alla scadenza

Chi possiede tutti i requisiti richiesti ha quindi ancora pochi giorni per attivarsi. Il termine del 31 ottobre 2026 rappresenta infatti la data ultima per accedere a un sostegno che può garantire fino a quasi 5mila euro complessivi nell'arco dei sei mesi di erogazione, offrendo un aiuto concreto ai lavoratori autonomi che stanno attraversando una fase di riduzione del reddito.

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