Il Tirreno

Prato

L’evento

Prato, al Soccorso la festa delle culture che si mescolano

di Paolo Nencioni

	Luca Cortina dell'associazione La cultura nuova
Luca Cortina dell'associazione La cultura nuova

Sabato 26 settembre dalle 18 alle 22 il quartiere più cool di Prato si mette il vestito buono: cena per strada, musica, performance artistiche e balli

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PRATO. Quello che un tempo era conosciuto come il “quartiere degli albanesi” sta diventando uno dei posti più interessanti di Prato, dove le nazionalità di mescolano e le esperienze si confrontano, arricchendosi. Per capire quello che è e quello che sarà Prato nel prossimo futuro, sabato pomeriggio, 26 settembre, bisognerà fare un salto al Soccorso, precisamente in via Torino, chiusa per l’occasione dalle 18 alle 22, e ai giardini di via Marx, alla terza edizione di “Deklassat@_3”, sottotitolo “L’incontro delle culture tra cibo e spettacolo”.

La festa l’ha organizzata l’associazione “La cultura nuova” col contributo di Publiacqua e promette di ripetere il successo delle prime due edizioni. Troppo lungo l’elenco delle iniziative in programma: le trovate qui. Per ora basti sapere che la festa sarà divisa in quattro sezioni: sapori (si mangia), suoni (si ascolta), Distretto artistico Soccorso (si guarda) e movimenti (si balla, ai giardini). All’inizio il cuore della festa sarà al Bar Zio e Nipote in via Torino, poi intorno alle 21 si sposterà ai giardini. Ci sarà anche il disegnatore Niccolò Storai che disegnerà dal vivo e promette di fare qualcosa per ricordare Sandro Mazzola (e magari per dare una stoccata a quei tifosi della Juve che si sono girati in curva durante il minuto di raccoglimento, “Io ci metto la faccia, non la schiena”, dice). Luca Cortina, dell’associazione La cultura nuova, insieme ai volontari ha tappezzato la zona coi manifesti di “Deklassata@_3” e una di queste sere si è imbattuto in alcuni ragazzi stranieri che si sono incuriositi. Uno si è incuriosito e un po’ intimorito per i gilet gialli. Pensava fossero quelli di Futuro Nazionale che l’altra sera hanno fatto una ronda proprio ai giardini del Soccorso. L’amico lo ha tranquillizzato: «Questi non sono quelli che ci vogliono buttare fuori, questi ci fanno cantare».

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