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Prato

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Prato, la città delle cose perdute: tanti portafogli senza padrone

di Alessandro Formichella

	I 2.200 euro in contanti trovati su un marciapiede di via Roma alla fine di giugno
I 2.200 euro in contanti trovati su un marciapiede di via Roma alla fine di giugno

E c’è anche chi ha smarrito 2.200 euro in contanti per strada. L’elenco degli oggetti riconsegnati alla polizia municipale: se nessuno li reclama vanno in beneficenza

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PRATO. È un vero e proprio archivio della distrazione quotidiana o dei furti e dei borseggi che, mese dopo mese, fotografa Prato meglio di quanto si possa immaginare. Non si tratta di statistiche demografiche o di grandi opere, ma di portafogli lasciati chissà dove o portati via da malintenzionati, tessere sanitarie, chiavi di casa senza più serratura, telefoni cellulari, valigie e documenti che aspettano di ritrovare una storia e soprattutto un proprietario. Tra maggio e luglio 2026, negli elenchi pubblicati dal Comune, compaiono 151 oggetti o gruppi di oggetti persi o lasciati a giro per la città, ai quali si aggiunge una voce di una unità rimasta senza indicazione nella tabella di luglio: in tutto, 152 registrazioni di oggetti rintracciati e ancora senza padrone.

A maggio gli oggetti ritrovati erano 37. Il repertorio comprendeva 2 portafogli o portadocumenti, 4 carte d’identità, 4 patenti, 6 tessere sanitarie, 2 cellulari, 2 carte di credito o bancomat e 2 mazzi di chiavi. Poi una busta con documenti dell’auto, un passaporto, documenti stranieri, 3 zaini con indumenti, un permesso disabili, un monopattino, un permesso di soggiorno, 2 targhe, un trolley con indumenti, una valigia con indumenti e 2 borse da donna. È già un catalogo di giornate interrotte: un viaggio, una visita medica, una corsa in scooter, un ritorno a casa forse più complicato del previsto. Giugno è stato il mese più affollato: 69 oggetti. In testa ci sono 14 tessere sanitarie e 12 chiavi, seguite da 8 cellulari e altrettante cartellette da disegno tecnico. Sono stati registrati inoltre 5 portafogli o portadocumenti, 3 carte d’identità, 2 patenti, una somma di valuta in moneta corrente (i 2.200 euro in contanti trovati all’inizio di via Roma, persi da un cinese che però, alla richiesta dei documenti, non li ha più reclamati), 4 carte di credito-bancomat, 3 passaporti, un documento straniero, 4 zaini con indumenti, un permesso di soggiorno, un piumino, una bicicletta e una borsa da donna. In mezzo, il dettaglio curioso delle otto cartellette con disegni: una città che perde anche i suoi progetti, i disegni e forse qualche esame o pratica di lavoro. Luglio consegna invece 45 oggetti descritti, più una ulteriore unità indicata nella tabella ma senza descrizione. Il dato più vistoso è quello dei 13 portafogli o portadocumenti; seguono 8 carte d’identità, 5 tessere sanitarie, 5 carte di credito o bancomat, 4 cellulari, 3 patenti, 2 chiavi e un passaporto. Completano l’elenco un sacchetto con patente, tessera sanitaria, mouse e cuffie; un paio di auricolari, documenti dell’auto e un portatessere. Non solo oggetti smarriti, insomma, ma intere identità quotidiane concentrate in una tasca, in uno zaino o in un sacchetto. Gli elenchi indicano che il servizio è gestito per conto del Comune dalla Cooperativa Alice Onlus, presso la sede di via Pistoiese 245. Il passaggio decisivo, per chi riconoscesse uno di quei beni, è però muoversi prima che scadano i termini di custodia previsti dalle regole comunali. Perché, quando nessuno reclama un oggetto e non può essere individuato il proprietario, il suo cammino non termina necessariamente in un magazzino. La determinazione dirigenziale 384 del 19 febbraio 2025, firmata dal dirigente Marco Maccioni, dispone infatti la devoluzione in beneficenza degli oggetti di modico valore o deperibili non rivendicati. La procedura, fondata sul regolamento comunale per la custodia e restituzione degli oggetti trovati, prevede una rotazione tra gli enti disponibili: le due realtà che avevano manifestato. In quell’occasione, l’ordine estratto assegnò la devoluzione alla Croce Rossa pratese. L’elenco allegato alla determina comprendeva 2 scatole di portafogli e astucci, uno scatolone di abbigliamento vario, 2 scatoloni di borse, valigie e scarpe, uno scatolone di oggetti vari con un orologio nuovo in scatola, una scatola con pantaloni e magliette, un passeggino bici, 32 cartellette grandi da disegno con materiale vario, un borsone da palestra completo, 3 monopattini, 3 biciclette e un tappeto yoga. Nel riepilogo degli ingombri compaiono 7 scatole, 32 cartellette, 3 biciclette, un borsone, 4 monopattini, un passegginobici e un tappeto yoga. È il finale solidale di una storia cominciata magari con una tasca distratta o con un borseggio e l’abbandono dell’oggetto per strada: ciò che non torna al proprietario può ancora diventare utile a qualcun altro

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