La Porta: «Per la Regione la legalità a Prato vale meno di una sagra di paese»
La consigliera di FdI critica il taglio ai fondi per il Piano lavoro sicuro
PRATO. «Un'indecente elemosina. Due spiccioli che danno la misura di quanto sia scarsa la volontà di stroncare una volta per tutte le illegalità nel distretto parallelo». Così la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara La Porta commenta la decisione della Regione di ridurre il contributo al Comune di Prato per i controlli nelle aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il Piano lavoro sicuro.
«Fabbriche dormitorio, sfruttamento degli operai, condizioni di lavoro indegne sono fenomeni ancora diffusi, ma evidentemente non per la Regione, che ha stanziato “ben” 50mila euro per il Piano lavoro sicuro, né per il
Comune guidato da Matteo Biffoni che ha sottoscritto la miseria messa sul tavolo da una Regione che spende e spande per cose ben meno importanti. Biffoni a cui però va riconosciuta coerenza: per lui non era emergenza prima, non è emergenza adesso. In questa vergognosa vicenda sicuro non è il lavoro, ma il disinteresse della sinistra toscana e pratese nei confronti del rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori nel distretto parallelo».
«La triste verità è che Prato a Firenze conta nulla e che dei problemi di Prato la Regione se ne infischia – attacca la consigliera La Porta – Evidentemente la legalità per loro vale meno di una sagra di paese. Presenterò un'interrogazione alla Giunta regionale per sapere dalla loro voce, sempre se si degneranno di rispondere, se pensano veramente che i diritti dei lavoratori e la legalità valgano 50milaeuro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
