Prato, la prima pietra del nuovo ospedale privato: ci sarà anche la procreazione assistita
La struttura nasce accanto all’Istituto medico toscano di via Barsanti: 80 posti letto e sette sale operatorie
PRATO. E’ stata posata oggi, 29 luglio, la prima pietra di quello che vuole diventare il nuovo ospedale privato di Prato, una struttura da 80 posti letto e sette sale operatorie che sorgerà in via Barsanti. Si tratta dell’Imt Hospital (Istituto medico toscano).
Il progetto, approvato all'unanimità dal consiglio comunale di Prato, ha superato un lungo iter amministrativo e adesso, nel mese di agosto, vedrà la partenza vera e propria del cantiere. L'obiettivo è quello di concludere le fondamenta già entro l'estate 2026, per poi procedere con l'inaugurazione della struttura entro la primavera 2028. A seguire ci saranno le procedure di autorizzazione e accreditamento con l'Asl. Infine l'accordo di convenzione con l'Asl Toscana Centro, come da obbligo inderogabile del consiglio comunale pratese sancito al momento del via libera al piano attuativo.
“Siamo felici di essere ormai arrivati al termine del lungo percorso amministrativo per ottenere i permessi di realizzazione della struttura – sottolinea Alessandro Brafa, titolare di Imt Hospital – Un centro che nasce nel pieno interesse della cittadinanza, che garantisce un accesso ai servizi in grado di non escludere nessuno, contribuendo alla riduzione delle liste d’attesa. Con la posa della prima pietra e la partenza del cantiere arriviamo alla conferma di ciò che abbiamo sempre pensato: una struttura privata convenzionata è di grande supporto alla sanità pubblica”.
IMT Hospital sarà un presidio ospedaliero dotato di sette sale operatorie e 80 posti letto, progettato per ospitare attività specialistiche che spazieranno dall’ortopedia alla chirurgia generale. Tra le dotazioni previste anche una sala operatoria ibrida con angio-TC, tecnologia che consente interventi molto complessi in grado di integrare diagnostica e chirurgia nello stesso ambiente. Tra i servizi previsti ci sarà anche un centro dedicato alla procreazione medicalmente assistita, un ambito sanitario sempre più richiesto. “Oggi sempre più persone cercano di avere figli in età avanzata – osserva Brafa – E se con questo progetto riuscissimo ad aiutare qualcuno a raggiungere questo traguardo sarebbe una soddisfazione enorme”.
Il progetto, sostengono i promotori, ha prestato particolare attenzione anche alla dimensione ambientale e alla sostenibilità energetica. Il nuovo edificio sarà dotato di un impianto fotovoltaico in copertura — esteso anche alla struttura esistente dell'Istituto Medico Toscano, con cui sarà collegato attraverso una struttura metallica — e di impianti a pompa di calore per ridurre al minimo i consumi energetici fossili.
Il progetto di IMT Hospital prevede la realizzazione e la cessione gratuita al Comune di Prato di due aree a parcheggio pubblico: una in via Barsanti, l'altra in via Bonazia. Aree di sosta di cui beneficeranno i pazienti e i visitatori della struttura e i residenti del quartiere. Nell'accordo col Comune è previsto pure un contributo straordinario di 55mila euro che sarà destinato alla riqualificazione di via del Lazzeretto e via Edison per interventi di demineralizzazione, riorganizzazione degli stalli e piantumazione di alberi.
All'interno di IMT Hospital ci saranno 80 posti letto distribuiti in 40 camere di degenza, sette sale operatorie attrezzate per attività di chirurgia, servizi specialistici come sterilizzazione, laboratorio di analisi e day surgery, con un tunnel sotterraneo verrà assicurato il collegamento con l'Istituto Medico Toscana e al piano terrà ci sarà un bar aperto anche all'esterno. A tal proposito, la struttura si propone inoltre di integrare e potenziare l'offerta dell'Istituto Medico Toscano, realtà già radicata nel territorio, aprendo la strada a un hub sanitario privato-pubblico capace di rispondere in modo flessibile e tempestivo alle esigenze della popolazione pratese.
“Con sette sale operatorie operative – conclude Brafa – Prato potrà finalmente disporre di una capacità chirurgica significativamente ampliata, con un impatto diretto e immediato sulla riduzione delle liste d'attesa, una delle piaghe più dolorose del sistema sanitario nazionale degli ultimi anni. Interventi programmati che oggi costringono i pazienti ad attendere mesi potranno essere eseguiti in tempi molto più rapidi, alleggerendo contestualmente la pressione sugli ospedali pubblici della provincia”.
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