Il Tirreno

Prato

La vertenza

Prato, il colosso della logistica cinese prende in affitto il deposito di Albini & Pitigliani: nuovo blocco

di Paolo Nencioni

	Il gazebo del Sudd Cobas davanti al deposito di Campi Bisenzio
Il gazebo del Sudd Cobas davanti al deposito di Campi Bisenzio

Presidio sindacale a Campi Bisenzio, secondo il Sudd Cobas ci sono i vertici della Acca srl dietro al magazzino dove si stoccano tessuti e capi d’abbigliamento

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il sindacato Sudd Cobas ha aperto un nuovo fronte nella vertenza da un mese lo oppone alla logistica cinese Acca di Carmignano. Ieri sera, 17 luglio, i sindacalisti e alcuni operai della Acca hanno iniziato un presidio sul retro del grande deposito della Albini & Pitigliani, la più importante azienda di logistica italiana della provincia di Prato (e quella che da tempo è in testa alle classifiche generali di fatturato della provincia). Sono lì, in via Leonardo da Vinci a Campi Bisenzio, a poche centinaia di metri dal confine col comune di Prato, perché hanno scoperto che una parte del deposito (apparentemente otto banchine di carico) è stato preso in affitto da una società che secondo il sindacato fa capo alla proprietà di Acca srl, cioè quella che fino allo scorso mese gestiva il deposito di Seano a Carmignano.

Nei nuovi locali non c’è un’attività di spedizioni, ma semplicemente di stoccaggio, quella che la Acca faceva in un deposito di via Valdagno a Prato, già presidiato dal Sudd Cobas e successivamente svuotato dalla società. Qui arrivano rotoli di tessuto e partite di capi d’abbigliamento importate dalla Cina e destinate a decine di pronto moda cinesi, gli stessi clienti della logistica Acca di Seano. Il valore della merce, però, dovrebbe essere molto più alto dei due milioni di euro stimati dai titolari dei pronto moda nel magazzino di Seano. Oggi la situazione è molto tranquilla. Non ci sono furgoni in attesa e nemmeno forze dell’ordine, ma potenzialmente si potrebbe innescare la stessa dinamica vista in via Copernico a Carmignano. A presidiare l’ingresso del deposito di via Leonardo da Vinci c’è anche Antonella Bundu, già candidata alla presidenza della Regione con la sua Toscana rossa.

«Questo è uno dei magazzini in cui è stata trasferita una parte del lavoro che veniva svolto alla Acca – spiega una nota del sindacato – In particolare le attività di logistica che venivano svolte presso il magazzino di via Valdagno a Prato. Il magazzino di via Valdagno è stato il primo ad essere svuotato di merce, prima dell'inizio dello sciopero. La merce degli stessi pronto moda clienti ora si trova qui. Una riprova di come i pronto moda non siano vittime ma complici di questa operazione di chiudi e riapri. Mentre i pronto moda provano a spostare l'attenzione sulle scatole ferme nel magazzino di Seano, bisogna rimettere i riflettori sul fatto che l'operazione chiudi e riapri di Acca sta avvenendo proprio ora davanti agli occhi di tutti».
«Il Tavolo istituzionale (quello convocato in Provincia e non ancora riconvocato, ndr) – aggiunge il sindacato – prenda atto che l'azienda sta prendendo in giro lavoratori, istituzioni e territorio. Mentre la Acca Srl viene accompagnata alla morte assistita tramite una probabile liquidazione giudiziaria o concordato preventivo, i titolari di fatto dell'azienda e della multinazionale Xinsitong stanno già continuando il lavoro a Prato sotto altre ragioni sociali ed altri magazzini. È un copione che si ripete da più di dieci anni. Xinsitong fa i profitti, mentre le aziende apri e chiudi costituite ad hoc fanno i debiti. Xisintong resta, le altre muoiono dopo un breve ciclo di vita. Stavolta però l'obiettivo del colosso della logistica è anche quello di eliminare i lavoratori sindacalizzati che hanno conquistato diritti e contratti. Per questo motivo, a differenza delle altre volte, non poteva bastare un cambio di insegna nello stesso capannone. I picchetti quindi da oggi sono tre, in tre diverse province della piana: quello in via Copernico a Seano, quello alla fabbrica di grucce di via Settola a Pistoia e quello appena inaugurato a Campi Bisenzio. Porteremo avanti la mobilitazione ovunque sarà necessario, affinché il piano dell'azienda fallisca e siano salvi tutti i posti di lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Editoria

In edicola

Il nostro libro su Igor Protti, il direttore Cristiano Marcacci: "Un bellissimo lavoro, che diamo ai lettori in omaggio"

80 Vespa
Vespa compie 80 anni, noi dentro la foresta sacra di Chiusi della Verna: il gran finale del nostro tour – Video
Il reportage

Vespa compie 80 anni, noi dentro la foresta sacra di Chiusi della Verna: il gran finale del nostro tour – Video

di Lorenzo Lombardi