Prato, in carcere per violenza sessuale ottiene uno “sconto” di 199 giorni perché la cella è troppo affollata
Un detenuto di 61 anni verrà scarcerato in anticipo: per oltre 2.000 giorni ha avuto a disposizione meno di tre metri quadri
PRATO. Un detenuto pachistano di 61 anni, rinchiuso nel carcere della Dogaia dal 2017 in seguito a una condanna a 12 anni per violenza sessuale su un minore, ha ottenuto uno sconto di pena di 199 giorni perché la cella dove lo avevano sistemato era troppo affollata. Lo ha deciso il Tribunale di sorveglianza accogliendo l’istanza dell’avvocato difensore, Andrea Palazzeschi.
Il detenuto non è stato ancora scarcerato perché la sua pena finisce nel dicembre del 2027, ma tra pochi mesi potrà uscire in anticipo sul termine grazie allo “sconto”. Il Tribunale di sorveglianza ha accertato che per 2.026 giorni il sessantunenne pachistano è stato recluso, insieme ad altri due compagni di cella, in uno spazio inferiore ai tre metri quadrati, che è il limite di legge. Per ogni dieci giorni di sovraffollamento, il Tribunale ha concesso un giorno in meno di detenzione.
Nelle scorse settimane la Camera penale di Prato aveva rivelato che le celle della Dogaia sono anche più piccole di quanto risulta nelle mappe catastali e in settimana era arrivata la clamorosa decisione del gip di Firenze sul carcere di Sollicciano, dove sono state sequestrate e saranno chiuse ben 7 sezioni. Si dice che alcuni dei detenuti di Sollicciano potrebbero essere trasferiti a Prato, ma in queste condizioni c’è il rischio di un ulteriore sovraffollamento che poi porterebbe ad altri sconti di pena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
