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Prato, drogata e violentata dal titolare: giudizio immediato per l’imputato

di Redazione Prato
Prato, drogata e violentata dal titolare: giudizio immediato per l’imputato

L’uomo era stato arrestato a dicembre. Il gip ha fissato l’udienza per il prossimo 13 luglio

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PRATO. Sarà processato col rito immediato il sessantenne Riccardo Vannucchi, arrestato a dicembre con l’accusa di aver abusato di una sua dipendente di 24 anni dopo averla stordita con la cosiddetta “droga dello stupro”. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari accogliendo la richiesta della Procura e il processo inizierà il prossimo 13 luglio, come ha reso noto la stessa Procura.

Vannucchi fu arrestato a dicembre in seguito alla denuncia della giovane. La donna raccontò di essersi trattenuta all’interno del laboratorio Dari Caffè di via Jacopo di Pandolfino, accanto alla sede della Croce d’Oro, su invito del titolare che le avrebbe offerto una minestra. Quasi subito perse conoscenza e si risvegliò nel tardo pomeriggio all’interno di un camper, con altri indumenti addosso. Non capendo che cosa fosse successo, sospettò di essere stata violentata e gli esami eseguiti al pronto soccorso confermarono questo suo sospetto, riscontrando tracce di benzodiazepine nel suo organismo. Si tratta di una sostanza che oltre certe dosi induce la perdita di conoscenza. Per questo Vannucchi fu rintracciato e arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Da quasi sei mesi è in carcere e ora è atteso dal processo con rito immediato.

Non è la prima volta che Vannucchi finisce alla Dogaia. Il caso più eclatante in cui è stato coinvolto risale al 2 giugno del 2007, quando fu arrestato con le accuse di tentato omicidio, sequestro di persona, furto, ricettazione e uso di documenti falsi. Sette giorni prima aveva fatto sparire una giovane donna di Sesto Fiorentino, poi ritrovata in stato confusionale a Fucecchio. La donna, 26 anni, aveva messo un annuncio di ricerca lavoro sulla Pulce e lui le aveva dato appuntamento a un distributore di Sesto, dove si era presentato, vestito bene, al volante di un’Alfa 156 che aveva

rubato il giorno prima al sindaco di Montale. Spacciandosi per manager di azienda, l’aveva portata in giro nella zona di Empoli facendo finta di cercarle un’occupazione. Poi si era fermato in località Querce, a Fucecchio, e aveva cercato di strangolarla con la sua cravatta. Non contento, l’aveva poi torturata usando dei cavi elettrici e infine legata a un albero con chissà quali idee in testa, finché non era passato un contadino che l’aveva fatto scappare. Sarà arrestato una settimana dopo a Colle Val d’Elsa.

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