Lavoro
Prato, Pubblica Assistenza in rosso: «Ma abbiamo le spalle larghe»
Il bilancio consuntivo 2025 si è chiuso con un disavanzo di 350mila euro. Il provveditore Gazzari: «Compensiamo con il nostro patrimonio»
PRATO. La Pubblica Assistenza “L’Avvenire” ha chiuso in rosso anche il bilancio consuntivo del 2025, con un disavanzo di circa 350mila euro. La cifra, com’era successo anche l’anno scorso, non è contenuta nella nota diffusa ieri, 3 giugno, sull’approvazione a maggioranza del consuntivo e del bilancio di previsione 2027, ma viene confermata dal presidente del collegio dei sindaci revisori, Massimo Becagli.
Un “rosso” che secondo Becagli non deve preoccupare più di tanto, perché la Pubblica Assistenza è sufficientemente patrimonializzata per far fronte a questo disavanzo. Lo stesso giudizio espresso dal provveditore Giacomo Gazzari.
«Il patrimonio dell’associazione non ha difficoltà ad assorbire il disavanzo anche di questo esercizio – ha detto Gazzari – Ad ogni buon conto il consiglio di amministrazione, sin dall’insediamento ha posto attenzione alla problematica e ha adottato in data 31 ottobre 2025 un piano industriale che rappresenta una programmazione quinquennale per le attività e gli obiettivi che comprendono anche una risposta efficace alle difficoltà di cui sopra».
Ecumenico il commento della presidente Elisabetta Cioni: «Ritengo che questo momento dell’approvazione del bilancio sia per tutti i soci un momento davvero importante perché è a loro che rendiamo conto dello stato di salute e delle attività del nostro sodalizio e del modo in cui stiamo conduciamo l'associazione. Al tempo stesso è molto importante per il consiglio di amministrazione veder approvato dall’assemblea questo documento alla luce dell’incarico che al quale siamo stati chiamati meno di un anno fa».
Quelle che continuiamo a chiamare associazioni di volontariato, come la Pubblica Assistenza, in realtà sono vere e proprie aziende che devono far fronte al pagamento degli stipendi e alla manutenzione (e in certi casi all’acquisto, in assenza di donazioni) dei mezzi di soccorso e di trasporto sociale.
Sono associazioni che dipendono molto anche dai contributi e dalle convenzioni con soggetti pubblici. Per averne un’idea basti considerare che nel 2024 L’Avvenire ha ricevuto 2 milioni e 145mila euro dagli enti pubblici (Asl, Regione, Società della Salute tra gli altri), mentre nel 2025 il totale dei contributi è sceso a un milione e 951mila euro. Questo da solo non spiega il “rosso” di 350mila euro. Più volte le associazioni di volontariato si sono lamentate per le tariffe delle convenzioni che non riuscirebbero a coprire i costi del servizio.
Se è vero che la Pubblica Assistenza, come dice il provveditore Gazzari, ha le spalle larghe, è anche vero che verosimilmente dovrà attingere al proprio patrimonio per far tornare i conti in pareggio.
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