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Elezioni 2026 a Prato, Gianluca Banchelli ora si toglie i sassolini dalle scarpe: «Sono stato lasciato solo...»

di Paolo Nencioni

	Gianluca Banchelli davanti al Caffè Poirot
Gianluca Banchelli davanti al Caffè Poirot

Il candidato sindaco del centrodestra non lesina critiche alla coalizione: «Le assenze pesano». E Fratelli d’Italia manda Torselli a commissariare il partito

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PRATO. «Le assenze pesano più delle presenze. Basta coi personalismi: se si pensa che contino solo le tessere non si va da nessuna parte. E se il richiamo alla politica non viene dal basso, allora venga dall’alto».

Sono stralci della chiacchierata che il candidato sindaco del centrodestra Gianluca Banchelli ha voluto fare con la stampa a cinque giorni dal voto che ha sancito il ritorno di Matteo Biffoni, candidato del centrosinistra, nel suo vecchio ufficio di sindaco.

Una chiacchierata, quella di Banchelli, che potremmo sintetizzare brutalmente in poche parole: sono stato lasciato solo, o quasi. Passata ma non ancora smaltita la delusione per un risultato di oltre 9 punti sotto la previsione dei sondaggisti (28,98% invece del 38,5%), l’esponente di Fratelli d’Italia si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

«Quello che è successo dopo il voto lo avete visto anche voi – dice – e capite come ho dovuto gestire la campagna elettorale». Si riferisce alle accuse incrociate messe nero su bianco da alcuni esponenti del centrodestra per spiegare il flop. «La proposta seria c’è stata – aggiunge Banchelli – ma evidentemente i contenuti non pagano. Le assenze pesano più delle presenze».

Assenze che si erano palesate, se è consentito il gioco di parole, già alla presentazione della candidatura, un mese fa davanti allo stesso Caffè Poirot di piazza delle Carceri dove ora il candidato perdente traccia un bilancio. Quel giorno non c’era quasi nessuno dei nomi “pesanti” del centrodestra, e probabilmente lo stesso Banchelli ha capito dove si sarebbe andati a parare. Ciò nonostante si è impegnato in una campagna capillare che però non ha portato frutti. Anche perché poi la campagna, spiega, è stata finanziata solo dalle casse nazionali di Fratelli d’Italia: «Fare una campagna con 28.000 euro è quasi ridicolo in una città come Prato».

Ma Banchelli non ha intenzione di mollare. «Si riparte dalle contraddizioni di chi ha vinto – dice – La nuova stagione di Biffoni mi pare sia già diventata la vecchia stagione. Il tema della sicurezza è già stato dimenticato ma va affrontato potenziando il controllo del territorio e con assessorato dedicato alla sicurezza. Chiederemo l’implementazione delle telecamere di Estra con quelle del Comune. E poi attenzione al decoro, in una città che è diventata sporca e invivibile». Altra stoccata al nuovo sindaco sull’impiantistica. «Fa sorridere – dice Banchelli – che in 10 anni Biffoni non sia stato in grado di mettere a posto una piscina e ora in 6 mesi ne vuole mettere a posto due».

Ma il dente continua a battere dove il dente duole. Già la sera dei risultati il candidato di centrodestra si era lamentato di aver dovuto correre senza il sostegno di almeno una lista civica. «Roberto Cenni, quando vinse nel 2009, si presentò con 9 liste, io con tre – riassume – E il no alla lista civica non lo ha detto una persona, è stata una scelta condivisa dall’intera coalizione». Un errore, par di capire.

L’altro giorno Claudio Belgiorno, uno dei vincitori con la sua lista civica, ha dato la colpa alla consigliera regionale Chiara La Porta. Banchelli non fa nomi, o meglio dà la colpa ai personalismi e scandisce: «Se si pensa che contino le tessere non si va da nessuna parte».

Non si consola nemmeno con la prospettiva di un “paracadute”, cioè della possibilità di andare tra un anno in Consiglio regionale se Chiara La Porta dovesse candidarsi e venire eletta alle politiche del 2027. «Le candidature romane le decidono quattro persone in base a logiche nazionali – sorride – Io ho accettato di impegnarmi in Comune per 5 anni». E sulla prospettiva di un azzeramento per ripartire da zero glissa: «Non può essere dall’oggi al domani, ma se il richiamo alla politica non viene dal basso allora venga dall’alto».

E qualcosa dall’alto è arrivato proprio ieri, sabato 30 maggio, con il coordinatore toscano di Fratelli d’Italia, Francesco Michelotti, che ha annunciato la nomina dell’europarlamentare Francesco Torselli come commissario di FdI a Prato. Torselli prende il posto del coordinatore provinciale Matteo Mazzanti, in scadenza a novembre. Lo stesso Mazzanti martedì aveva esortato il partito a prendersi tutto il tempo necessario fino al congresso per aprirsi alla partecipazione e lanciare nuove idee. Non aveva parlato di un passo indietro e nemmeno di lato, anche perché FdI, a differenza di Lega e Forza Italia, non è andata male a Prato, ma ora dice che l’avvicendamento col commissario è stata una decisione consensuale, concordata col partito. Le altre due gambe della coalizione invece stanno ancora riflettendo. 

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