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Il caso

Prato, i genitori del 16enne arrestato: «Non ce lo sappiamo spiegare». E spunta un precedente a scuola

di Paolo Nencioni

	L’ingresso del carcere minorile di Firenze in via degli Orti Oricella
L’ingresso del carcere minorile di Firenze in via degli Orti Oricella

Cameriere accoltellato al cuore: il ragazzo arrestato aveva pestato un insegnante

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PRATO. «Che possiamo dire? È una tragedia e noi siamo sconvolti. Non ce lo sappiamo spiegare...».

Parlano i genitori del 16enne

Sono da poco passate le 11 quando i genitori del sedicenne arrestato lunedì notte con l’accusa di aver accoltellato e quasi mandato al creatore il ventitreenne Iacopo Cerbai davanti al ristorante Casa Targi di piazza Mercatale escono dalla porticina del carcere minorile di Firenze, in via degli Orti Oricellari.

È appena terminata l’udienza di convalida dell’arresto e il padre e la madre del ragazzo, lui camionista, lei casalinga, si sono fermati a parlare con un’educatrice per chiedere consiglio. Ne avranno bisogno nei prossimi mesi. Ma intanto chiedono dell’altro, del ferito, vogliono sapere come sta e quando gli si dice che è quasi fuori pericolo il padre del sedicenne tira un evidente sospiro di sollievo.

«Abbiamo il cuore a pezzi – aggiunge la madre del ragazzo – Vorremmo parlare coi genitori di quel giovane, per scusarci, ma per il momento ce lo hanno sconsigliato». Più avanti ci sarà tempo e modo. Di più i genitori preferiscono non dire.

Il precedente a scuola

Intanto però emergono altri particolari sulla figura di questo sedicenne problematico: avvisaglie di quello che sarebbe successo. In particolare un episodio accaduto nella scuola superiore frequentata dal giovane. Il ragazzo è in prima perché ha perso un anno alle medie e all’inizio dell’anno scolastico ha litigato pesantemente con un insegnante fino a mettergli le mani addosso. Per questo è stato sospeso e non risulta che nell’ultimo periodo abbia frequentato la scuola.

Ma è fuori dalla scuola, nelle lunghe serate passate con gli amici in centro, che i comportamenti del sedicenne hanno attirato l’attenzione. Ai carabinieri sono arrivati i racconti di chi lo ha incrociato nella serata sbagliata: richieste di soldi, minacce, spintoni. Non una sola volta e non da solo, forse insieme all’amico arrestato lunedì notte dalla polizia, l’honduregno di 26 anni, e anche di ragazzi più giovani. Una baby gang? È presto per dirlo. Di sicuro la sua presenza in centro nelle ultime settimane non è passata inosservata, ma fintanto che si parla di parole grosse e spintoni sono cose che possono essere rubricate come scaramucce tra ragazzi; quando spunta un coltello cambia tutto, come purtroppo si è visto.

A differenza di quanto si sarebbe potuto pensare, in questa storia non c’entrano né l’alcol né la droga. Gli esami medici sul sedicenne hanno escluso che fosse sotto l’effetto di qualcosa. C’entra semmai la personalità di un ragazzo che ha problemi di relazione col resto del mondo e ha sviluppato un forte rifiuto dell’autorità.

L’interrogatorio di garanzia

Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, presente la procuratrice Roberta Pieri, il ragazzo ha detto di essersi procurato il coltello fuori dalla sua abitazione ma non ha aggiunto altro. L’avvocato difensore, Maurizio Milani, ha confermato che il suo assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere («Era in uno stato emotivo che sconsigliava di sottoporsi a un interrogatorio per accuse così gravi»).

«Sono arrivato un’ora prima dell’interrogatorio – ha spiegato Milani – e abbiamo parlato di tutto. La prima cosa che mi ha chiesto è come stesse il ragazzo ferito. Per fortuna ho letto che si sta riprendendo».

La procuratrice Pieri ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la custodia cautelare in carcere, mentre il difensore ha chiesto una misura meno afflittiva, gli arresti domiciliari o l’affidamento a una comunità, e il giudice si è riservato.

Come sta il cameriere

Intanto sembrano migliorare le condizioni di Iacopo Cerbai, il cuoco di 23 anni ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Careggi dopo essere stato colpito al cuore lunedì notte. Già martedì sera, in una chat con gli amici, aveva mandato un breve messaggio per tranquillizzarli: «Sto bene», corredato da una foto. Sono gli amici di Vaiano, dove vive, con cui aveva appuntamento dopo il lavoro, un appuntamento a cui non è mai arrivato. Loro hanno temuto che fosse successo qualcosa e lo hanno saputo ancora prima che la notizia si diffondesse, martedì mattina.

Per oggi, in Tribunale a Prato, è fissato l’interrogatorio di garanzia dell’altro arrestato, Dennis Antonio Rodriguez Matute, 26 anni, originario dell’Honduras, che era insieme al minorenne quando è stato aggredito il cameriere. Dalle immagini del video diffuso mercoledì dalla Procura e ripreso da una telecamera di vigilanza sembra che non abbia avuto un ruolo decisivo nella dinamica dell’accoltellamento, ma è anche lui accusato di tentato omicidio, tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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