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La proposta

Prato, Banchelli chiede l’istituzione di una “zona rossa”

di Redazione Prato

	Chiara La Porta, Wanda Ferro, Gianluca Banchelli e Matteo Mazzanti
Chiara La Porta, Wanda Ferro, Gianluca Banchelli e Matteo Mazzanti

Il candidato sindaco del centrodestra vorrebbe che si applicasse il recente Decreto sicurezza

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PRATO. Gianluca Banchelli, candidato sindaco del centrodestra, chiede l’istituzione di una “zona rossa” a Prato per garantire la sicurezza. «Il Governo Meloni, attraverso il nuovo Decreto Sicurezza, ha introdotto strumenti concreti per affrontare situazioni che in troppe città italiane sono ormai diventate emergenze quotidiane – ha detto Banchelli nel corso dell'incontro che si è tenuto oggi, 15 maggio, al circolo Curiel di via Filzi con il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro – Tra questi c’è la possibilità di istituire le cosiddette “Zone Rosse”: aree urbane ad alta criticità nelle quali il prefetto può disporre controlli rafforzati e l’allontanamento di soggetti pericolosi già segnalati per reati legati a violenza, droga, armi o criminalità diffusa. A Prato non possiamo più fingere che il problema non esista. Ci sono quartieri e aree della città dove cittadini, commercianti e famiglie vivono ormai una condizione di paura, degrado e insicurezza percepita. Io ritengo che Prato debba essere tra le prime città toscane ad applicare in maniera seria e coordinata questi strumenti, lavorando insieme a Prefettura e forze dell’ordine».

«Mi fa sorridere il fatto che finalmente anche il centrosinistra, la sinistra ed i civici abbiano rivendicato la sicurezza come tema prioritario – ha aggiunto Banchelli – Per il centrodestra, legalità e sicurezza sono sempre state tematiche fondamentali e lo abbiamo sempre dimostrato in maniera concreta, anche la scelta del governo Meloni di riunire a Prato il Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, lo scorso anno, va in questa direzione e conferma l'attenzione del governo. Anche perché la presenza della criminalità organizzata nella nostra città non è purtroppo più una percezione, diversamente da quanto sosteneva sino a pochi anni fa il candidato sindaco che ha governato questa per dieci anni. È una realtà certificata da indagini, arresti, sentenze e dalle dure parole del procuratore Luca Tescaroli, il quale ha descritto una situazione che richiama addirittura le dinamiche dell’ultima guerra di mafia dei corleonesi. Parole pesanti, pronunciate da un magistrato che ha combattuto Cosa Nostra, Mafia Capitale e le più importanti organizzazioni criminali italiane. Anche la Fondazione Antonino Caponnetto ha lanciato un allarme chiaro, dicendo che Prato preoccupa moltissimo e che sarebbe un errore abbassare la guardia. E io penso che abbiano ragione. E chi oggi continua a minimizzare compie un errore gravissimo nei confronti della città».

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