Prato, bagarre politica dopo l’accoltellamento del giovane in piazza
Accuse incrociate tra destra e sinistra. La Lega: «Prato merita sicurezza». Il Pd: «Giusto, andate a dirlo alla Meloni»
PRATO. Com’era prevedibile, soprattutto con una campagna elettorale in corso, sull’aggressione che ha rischiato di costare la vita a un giovane la scorsa notte in piazza Mercatale si è scatenata la bagarre politica con accuse incrociate tra destra e sinistra.
Ad aprire le danze è stata la Lega con l’ex consigliere comunale Claudiu Stanasel. «Quanto è successo – ha scritto – dimostra ancora una volta una verità che tanti cittadini conoscono bene: il problema dell’insicurezza a Prato non è una percezione, è una realtà critica che da tempo colpisce quartieri, piazze e attività della nostra città. Non possiamo continuare ad abituarci a tutto questo. E soprattutto non possiamo più accettarlo. Prato merita sicurezza, legalità e rispetto. Perché una città dove un ragazzo rischia di morire per aver difeso una donna mentre esce da lavoro non può essere considerata una città normale».
«Ripristinare la sicurezza è un obiettivo prioritario per Forza Italia e di tutto il centrodestra – ha detto la deputata di Forza Italia Erica Mazzetti – viste le condizioni nelle quali è stata lasciata la città per 10 anni, tra annunci, plateale menefreghismo, sottovalutazione dell'illegalità diffusa, senza soluzioni. Senza sicurezza la città non vive, non lavora, non cresce e non è libera. Non si possono più accettare episodi gravissimi, ormai diventati l'ordinario come questo, o zone franche».
«La sicurezza è un tema serio, che non può essere affrontato con slogan, propaganda o polemiche strumentali – le risponde il deputato Emiliano Fossi, segretario regionale del Partito democratico – Colpisce ancora di più il doppio standard della destra: quando a Massa, città governata dal centrodestra, un uomo perse la vita in seguito a un episodio violento, chiesero di non strumentalizzare quella tragedia. Oggi invece stanno trasformando i fatti di Prato in una clava politica contro il centrosinistra locale, tentando per l’ennesima volta di scaricare responsabilità e alimentare paure, facendo campagna politica sulla pelle delle persone. Il problema della sicurezza esiste e va affrontato con serietà, investimenti, prevenzione, presidi sul territorio e risorse adeguate per le forze dell’ordine. Da questo Governo, però, continuano ad arrivare soltanto annunci e passerelle, mentre i territori vengono lasciati soli. Servono risposte concrete e un lavoro istituzionale condiviso, non il solito teatrino della propaganda».
«Siamo di fronte a una violenza inaudita. Una violenza che, stando alle prime ricostruzioni, vedrebbe tra gli aggressori anche un minorenne – commenta il deputato del Pd Christian Di Sanzo, segretario reggente della Federazione – E’ un dato allarmante su cui tutti dovremmo riflettere con attenzione, invece di lanciare attacchi. Eppure, mentre il ragazzo aggredito versa ancora in gravi condizioni, la destra cerca di imputare al Partito democratico le responsabilità che sono del governo e del Ministero dell'Interno, forse dimenticandosi che Meloni e Salvini sono al governo da quasi quattro anni e che a Prato non hanno dato un agente in più. Nemmeno uno. Ricordo ancora una volta agli esponenti della destra che la sicurezza in Italia è competenza esclusiva dello Stato. Le forze di polizia dipendono dal Ministero dell'Interno. Da anni sentiamo parlare di rinforzi e da anni le promesse del governo Meloni non si traducono in fatti. Gli agenti che arrivano a Prato non bastano nemmeno a coprire il turnover dei pensionamenti e dei trasferimenti. È ora di smetterla con la propaganda sulla pelle delle persone. Il governo metta sul tavolo un piano serio di rinforzi degli organici. Lo faccia presto. Prato non chiede slogan, chiede risposte concrete a chi oggi ha responsabilità di governo».
«Purtroppo è l’ennesimo episodio di violenza intimidazione e sopraffazione nei confronti delle donne – commenta l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti – Nessuna donna deve sentirsi sola o in pericolo negli spazi pubblici, né dover subire molestie o comportamenti aggressivi. Serve un impegno culturale e sociale ancora più forte per promuovere il rispetto, contrastare la cultura della violenza e rafforzare la sicurezza e la tutela delle donne. È una responsabilità che riguarda tutti: istituzioni, comunità educanti, famiglie e cittadini».
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