Montemurlo, danneggiate le stele che ricordano i deportati nei campi di sterminio
I monumenti inaugurati lo scorso 7 marzo sono stati perforati con un punteruolo. Il sindaco Calamai: «Calpestata la memoria»
MONTEMURLO. Sono state vandalizzate le stele che compongono il Giardino della Memoria, all’interno del parco “Erasmo Meoni” in via Micca a Bagnolo, un luogo di memoria collettiva dei deportati montemurlesi, inaugurato lo scorso 7 marzo in occasione dell’anniversario degli scioperi del marzo 1944 e dei 133 cittadini pratesi che vennero rastrellati per le strade e nelle fabbriche dalle truppe naziste e fasciste, per essere imprigionati nel Castello dell’Imperatore e poi deportati verso i campi di lavoro di Mauthausen ed Ebensee.
Le stele menhir che compongono l’opera si presentano come forme verticali sobrie, realizzate in materiale che simula il cemento grezzo, ma che in realtà ha una consistenza leggera per garantire la sicurezza delle persone che frequentano il parco. Secondo il Comune si tratta di un danneggiamento volontario: le stele sono state perforate in più punti con un oggetto appuntito, forse un punteruolo con il preciso intento di danneggiare l’opera. Nei giorni scorsi il sindaco Simone Calamai ha dato mandato ai propri uffici di provvedere alla riparazione del monumento. Non appena sono stati scoperti i danni, infatti, gli uffici comunali hanno contattato l’artista Ignazio Fresu, autore dell’installazione, che darà indicazioni per la riparazione dell’opera.
«Si tratta di un atto di danneggiamento deliberato molto grave e irrispettoso, che calpesta la memoria della deportazione e i valori sui quali si basa la nostra Costituzione democratica – dice il sindaco Calamai – Chi ha commesso questo gesto non ha alcuna consapevolezza della tragedia della deportazione nazifascista, dell’orrore che si è consumato nei campi di sterminio. Continueremo a lavorare per tramandare, soprattutto alle giovani generazioni, la memoria della deportazione. In questo momento storico, caratterizzato da violenza e sopraffazione, è importante continuare a lavorare sui valori del rispetto del prossimo e del bene comune».
