Il Tirreno

Prato

Verso il voto

Prato, Biffoni: «Lasciamoci alle spalle la malinconia e guardiamo al futuro»

di Paolo Nencioni

	Matteo Biffoni all'auditorium della Camera di commercio
Matteo Biffoni all'auditorium della Camera di commercio

Il candidato sindaco del centrosinistra si presenta: «Il mondo è cambiato, ora una nuova stagione»

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PRATO.  Se nel 2014 era “un’altra storia”, dodici anni dopo è “una nuova stagione”. Così, sulle note di Huey Lewis (The power of love), non a caso da Ritorno al futuro, si è presentato ieri all’auditorium della Camera di commercio il candidato sindaco del centrosinistra Matteo Biffoni, già sindaco dal 2014 al 2024 e ora pronto al terzo mandato.

Un auditorium che non è riuscito a contenere tutti quelli che ci volevano essere e molti sono rimasti fuori (e qualcuno ha anche rumoreggiato). Dentro, Biffoni ha glissato sulla caduta della giunta Bugetti e sulle ultime polemiche a proposito della sua presunta ineleggibilità, ma sotto gli occhi di un cultore della materia come il presidente della Regione Eugenio Giani si è lanciato in una sorta di lezione di storia contemporanea facendo un riassunto degli ultimi due anni, non tanto a Prato ma nel mondo.

«Stasera dobbiamo fermarci e guardare indietro – ha detto – proprio noi che siamo abituati a guardare avanti». La guerra in Medio Oriente, la repressione in Iran, gli incendi in California, l’arresto di Maduro, fino alla procedura di infrazione sui conti dell’Italia. Poi, quando qualcuno tra gli oltre 400 in sala forse cominciava a chiedersi dove volesse andare a parare, ha cominciato a parlare di Prato e delle prospettive di rilancio della città.

«Senza la manifattura non ce la possiamo fare» ha detto, poi abbassando la voce: «Dobbiamo candidarci per essere un centro globale del tessile, siamo la Silicon Valley del tessile».

«Mentre il mondo era in fiamme – ha detto – Qui a Prato la politica ha comunicato smarrimento, notizie false annunciate come verità assolute. Per questo è necessaria una nuova stagione, bisogna avere speranza, la malinconia va lasciata alle spalle». Su questo però, prima di salire sul palco, ha fatto capire che non farà confronti con gli altri candidati.

Ha detto anche che vorrebbe sperimentare lo Youth Test, cioè vorrà misurare le ricadute della politiche del Comune sulle nuove generazioni. Lo vuole fare insieme alla Regione, ma spera poco dal governo, «che non ha ascoltato nemmeno le parole del nostro procuratore». E alla fine, dopo gli applausi, è corso fuori a scusarsi con quelli che non erano riusciti a entrare. 

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