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Prato, Mario Adinolfi prende per i capelli l’inviato delle Iene: «Dicono falsità su di me»

di Redazione Prato

	Un fotogramma del video girato da Alessandro Pattume per Repubblica davanti al museo
Un fotogramma del video girato da Alessandro Pattume per Repubblica davanti al museo

Show del candidato sindaco del Popolo della famiglia davanti all’Art Hotel Museo dopo la presentazione del programma: «Quel giornalista ha solo ricevuto una legittima correzione fraterna»

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PRATO. È finita un po’ in caciara la presentazione del programma del candidato sindaco Mario Adinolfi per il Popolo della famiglia oggi, sabato 11 aprile, davanti all’Art Hotel Museo a Prato.

La conferenza stampa era appena terminata e sul marciapiede Adinolfi ha incrociato Filippo Roma, l’inviato delle Iene, il programma di Italia 1, venuto a fare un servizio su di lui. Adinolfi l’ha preso per i capelli e ha iniziato a chiedergli «Era una figurante o no? Era una figurante o no?».

La scena è andata avanti per un bel po’, sotto l’occhio delle telecamere, senza che Adinolfi accennasse a mollare la fluente capigliatura del malcapitato inviato delle Iene. Poi finalmente l’ha lasciato e si è capito a che cosa voleva riferirsi il leader del Popolo della famiglia.

Ce l’aveva col programma di Italia 1 e con Filippo Roma perché sostiene che su di lui sono state dette delle falsità. «Le iene hanno fatto contro di me quattro servizi affermando in maniera surreale che io avrei truffato delle persone – ha detto Adinolfi – Com'è noto sono un giocatore e su questo hanno costruito dei servizi che mi hanno colpito pesantemente ma se ci fosse qualcosa ovviamente sarei denunciato. Ho fatto dire a Filippo Roma che hanno usato delle persone che erano dei figuranti. Hanno il problema di dovermi colpire e va avanti da quando sono uscito dall'Isola dei Famosi: provano a distruggere la mia immagine».

L’inviato delle Iene ha poi spiegato che da settembre il suo programma ha realizzato dei servizi su una presunta truffa messa in atto da Adinolfi, che avrebbe raccolto i risparmi di decine di persone promettendo alti rendimenti, senza però mai rendere il capitale. Secondo Le Iene non è vero che nessuno ha denunciato Adinolfi per la presunta truffa. Ci sarebbero cause civili e penali. Tra i presunti truffati ci sarebbe anche una donna residente a Prato che dice di vantare un credito di 80.000 euro. «Oggi siamo venuti a Prato a chiedere conto di questo – ha spiegato l’inviato delle Iene – e lui l’ha presa male».

In serata Adinolfi ha di nuovo commentato l’accaduto. «Filippo Roma per la quinta volta con l’ossessività di uno stalker ha inteso disturbare un mio evento pubblico, la presentazione della lista del Popolo della Famiglia alle amministrative di Prato – ha scritto – Di fronte alla sua violenta insistenza ho reagito chiedendo conto di attori e figuranti utilizzati per mettere in scena servizi diffamatori nei miei confronti per i quali la mia famiglia è stata esposta da nove mesi a questa parte a una pesante sofferenza. Filippo Roma dopo una continua reticenza testimoniata dai video circolati in rete ha ammesso, registrato dai telefonini di numerosi testimoni, l’utilizzo dei figuranti che hanno recitato la sceneggiatura oltraggiosa ordita ai miei danni ossessivamente per finalità torbide dal 29 agosto ad oggi. E la notizia è questa: la trasmissione di pluripregiudicati pluricondannati a centinaia e centinaia di migliaia di euro di risarcimenti per sistematiche diffamazioni hanno usato contro Mario Adinolfi attori e figuranti per attivare contro di lui la macchina del fango. Le Iene sono gli aggressori. Io sono l’ingiustamente aggredito. I fratelli Berlusconi, protettori di tali opachi interessi, hanno mandato un loro killer in un evento politico in cui attaccavo interessi massonici dominanti e trasversali al Pd come al partito da loro dominato, in una città come Prato che per via della corruzione derivante da quegli interessi ha visto sciolto il consiglio comunale e il sindaco prossimo al rinvio a giudizio. Non è stato un atto casuale, il killer non è arrivato a Prato per caso, poteva intercettarmi ovunque Filippo Roma me è stato mandato a sparare sul candidato del Popolo della Famiglia e sui ‘valori cattolici’ che non a caso nel video cita più volte ironizzando. Sappia che da un cattolico ha solo ricevuto una legittima correzione fraterna. I suoi danti causa sono avvertiti».

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