Il Tirreno

Prato

Il caso

Tescaroli: «A Prato la criminalità ha alzato il tiro, servono rinforzi in Procura»

di Redazione Prato

	Il procuratore Luca Tescaroli
Il procuratore Luca Tescaroli

Il magistrato prende atto del no arrivato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e si augura polemicamente che il guardasigilli metta lo stesso impegno speso nella campagna referendaria per dare risorse a chi indaga

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Non posso che prendere atto, come magistrato, delle determinazioni del ministro della Giustizia. Massimo rispetto per le scelte che vengono effettuate. È un dato di fatto, però, che a partire da giugno 2024 c'è stata un'escalation criminale senza precedenti nel territorio di competenza della Procura». È quanto afferma il procuratore della repubblica di Prato, Luca Tescaroli, nel corso di un'intervista in onda su Controradio in relazione al no arrivato dal dicastero alla richiesta di rafforzamento dell'organico della Procura.

«Il lavoro è aumentato non solo sotto il profilo quantitativo – 

avverte il magistrato – ma anche sotto il profilo qualitativo. Sono dati oggettivi: dal 2021 al 31 dicembre 2025 abbiamo avuto un incremento di circa 2.200 fascicoli solo per quelli a carico di “noti”. In termini percentuali equivale a un aumento di quasi un terzo del lavoro».

In effetti, è la riflessione di Tescaroli, «a Prato ci sono gruppi criminali di diverse nazionalità cinese, albanese che hanno alzato il tiro. In sostanza esiste un laboratorio criminale multietnico che chiede interventi urgenti. Il nostro impegno è

aumentato ed è stato portato al massimo dell'esigibile».

Ed è in ragione di questo contesto che il capo della Procura di Prato esorta alla dovuta attenzione via Arenula: «La situazione pratese non può e non deve essere sottovalutata –ammonisce Tescaroli – Ci sono segnali istituzionali positivi che ho raccolto nel quadro di una collaborazione col presidente della Regione e col commissario straordinario del Comune di Prato che hanno preso atto della situazione». Nella stessa misura, incalza Tescaroli, «sarebbe auspicabile che analoga sensibilità mostrasse il ministro della Giustizia».

In questo senso, sostiene il magistrato, «abbiamo assistito a uno straordinario, legittimo impegno referendario da parte del ministro proiettato a introdurre una riforma tesa a creare le premesse per una sottoposizione del pubblico ministero al potere esecutivo e una punibilità delle condotte dei magistrati. Mi auguro che analogo impegno possa essere indirizzato per offrire quegli indispensabili strumenti in termini di risorse umane. A Prato servono più magistrati in Procura e più personale amministrativo».

«A Prato abbiamo carenze importanti di organico a fronte di un lavoro che aumenta in maniera esponenziale. Sono costretto ad assumermi la responsabilità di effettuare scelte sugli obiettivi da colpire, sulla base delle risorse di cui disponiamo – ha aggiunto Tescaroli – Questo non credo sia accettabile per i cittadini, anche in considerazione del fatto che esiste un principio di obbligatorietà dell'azione penale che impone di indagare in ogni direzione». Del resto, osserva ancora Tescaroli, «ciò che accade in questo territorio è davvero straordinario e non può essere assimilabile a quanto si verifica in altre realtà della Toscana o in altri uffici del centro nord».

In aggiornamento

Il conflitto

Iran, razzo colpisce base italiana Unifil in Libano

di Redazione web
Speciale Scuola 2030