La droga ora arriva nel carcere di Prato anche con le frecce
Un dardo con due pacchetti di hashish è stato recuperato dalla polizia penitenziaria sul muro di cinta della Dogaia
PRATO. Prima i palloni, poi i droni, poi ancora le fionde e ora le frecce. Non conosce limiti la creatività degli spacciatori che riforniscono di droga, dall’esterno, i detenuti del carcere della Dogaia. L’ultimo episodio, oggetto di una nota del procuratore Luca Tescaroli, risale alla serata di ieri, 30 marzo. Intorno alle 20.30, spiega il procuratore, sul muro di cinta della casa circondariale è stata trovata una freccia, alla cui punta erano legati due pacchetti contenenti complessivamente 98 grammi di hashish. La freccia è stata recuperata e la droga sequestrata dalla polizia penitenziaria.
Dallo scorso 12 febbraio alla Dogaia sono stati sequestrati oltre un chilo di hashish, 34 grammi di cocaina e 9 telefoni cellulari. Nel corso del 2025 sono stati sequestrati 43 telefoni cellulari, 175 grammi di cocaina e un altro chilo e passa di hashish. Numeri che fanno della Dogaia una delle più fiorenti piazze di spaccio cittadine. Il procuratore Tescaroli fa notare che la collaborazione dei detenuti «continua a rivelarsi fruttuosa» e auspica che possa incrementarsi.
