Prato, avanza l’ipotesi Barone come candidato sindaco del centrodestra
L’avvocato ha detto che c’è bisogno di un volto nuovo e autonomo: l’identikit di se stesso. Ma Forza Italia, Lega e Udc storcono il naso: «Non ci serve l’uomo della Provvidenza». E lui nega di essersi auto-candidato
PRATO. «Penso che Prato abbia la necessità di un soggetto nuovo, autonomo, indipendente, non solo scelto per merito e competenza ma soprattutto per autonomia e indipendenza perché dovrà fare scelte forti».
Lo ha detto l’avvocato Marco Barone, presidente dell’Ordine provinciale degli avvocati di Prato, impegnato stamattina, 21 febbraio, in un dibattito a sostegno del sì alla riforma della giustizia che si è svolto da Farsetti Arte, presente anche il giornalista Alessandro Sallusti.
Il nome di Barone è stato fatto in questi giorni come possibile candidato sindaco del centrodestra e l’identikit tracciato dalle sue parole assomiglia molto proprio allo stesso Marco Barone, che dice di non aver ricevuto finora alcuna offerta e che, se la riceverà, la valuterà «con debita attenzione».
La sua uscita non è piaciuta a Lega, Forza Italia e Udc che hanno subito diffuso un comunicato di sbarramento. «Si è presentato come l’uomo della Provvidenza per Prato, con toni, modalità e argomenti più adatti a una ribalta personale che a un confronto politico serio e responsabile» hanno scritto gli azionisti di minoranza del centrodestra. E siccome in prima fila al PalaFarsetti c’era anche la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara La Porta (anche lei recentemente indicata tra i possibili candidati) viene da pensare che Barone sia davvero il candidato civico a cui sta pensando l’azionista di maggioranza, cioè proprio Fratelli d’Italia.
In serata Marco Barone ha replicato ai commenti sulle sue parole. «Leggo con stupore taluni commenti al mio intervento di questa mattina che ne travisano, certamente in buona fede, il significato ed il contenuto “politico”. Nessuna autocandidatura è stata avanzata. Il mio discorso era tutto rivolto a tratteggiare i presupposti per realizzare il radicale cambiamento di cui Prato ha bisogno. Il rifiuto che ho vivacemente sottolineato, di ogni tentazione di riciclo dei responsabili politici del declino della città in questi ultimi anni, non può, per ovvie ragioni, riguardare il centrodestra. Ogni diversa interpretazione è una forzatura strumentale. Porterò avanti l'impegno per il Sì al referendum, che è l'unico che mi sono volentieri accollato. Per il resto penso che l'unità del centrodestra, da allargare ad altre componenti della società civile, sia il presupposto per non deludere le aspettative della città. Intendo fare la mia parte in quella direzione nei modi che eventualmente mi verranno richiesti, nel rispetto che da sempre ho palesato nei confronti di tutti coloro che per questi valori si sono prodigati negli anni».
