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Maltempo e disagi

Tempesta perfetta sulla 325 a Vaiano: la strada non riaprirà a breve, due frane tengono ostaggio i cittadini

di Paolo Nencioni

	La frana sulla 325
La frana sulla 325

Cresce la preoccupazione tra residenti e imprenditori della Valbisenzio

03 marzo 2024
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VAIANO. Martedì la frana tra Sasseta e Montepiano (Vernio), venerdì quella tra la Cartaia e Camino (Vaiano): sulla regionale 325 si è abbattuta una tempesta perfetta che ora tiene in ostaggio le auto dei privati e i camion delle aziende. E non finirà tanto presto, perché ci si è messo anche il maltempo (oggi allerta gialla) che rallenta i lavori.
Il punto
Nel pomeriggio di sabato 2 marzo in Prefettura a Prato è stato fatto il punto sulla viabilità in Valbisenzio e non sono uscite buone notizie. Impossibile riaprire domani, anche solo parzialmente, come chiedevano industriali e artigiani, il tratto di strada tra la Cartaia e Camino, interrotto dalla frana della sera di venerdì 1 marzo. C’è un grosso masso che rischia di venire giù e va “disgaggiato”, un termine tecnico che significa mettere in sicurezza una parete rocciosa pericolante. Ci vorranno giorni e forse non basterà tutta la prossima settimana. Tecnici e amministratori faranno il punto ogni 24 ore.
Cosa è successo
Nella sera un grosso masso è stato frenato dalle reti di protezione installate un paio di anni fa. Poi, quando la strada era già stata chiusa, è venuto giù tutto il resto, travolgendo come fuscelli i pali e le reti. Chi vede il bicchiere mezzo pieno si compiace che le reti abbiano evitato una tragedia, chi lo vede mezzo vuoto prende atto che le reti non hanno frenato la frana. Ora si tratta di ricostruire, ma nel frattempo per le auto sarà complicato raggiungere Prato da Vaiano e viceversa. Per i camion impossibile, perché la strada è chiusa sia verso nord che verso sud e sulla viabilità alternativa c’è un ponte che non consente il transito dei mezzi pesanti. La merce di aziende come il Gruppo Colle o la Beste è intrappolata dalla tempesta perfetta. Per riaprire il varco a nord, che si contava di liberare entro domani, bisognerà aspettare ancora qualche giorno. La Provincia conta di liberare almeno una corsia in settimana. Tempi più lunghi per la frana tra la Cartaia e Camino. Quando si riaprirà la 325 a nord i camion potranno raggiungere il casello autostradale di Badia e di lì Prato o Montemurlo, che è comunque un bel giro. «Ma se uno ha un infarto non si può pensare di andare in ospedale a Prato passando dal Mugello» fa presente il sindaco di Vaiano Primo Bosi, che da venerdì sera è in trincea.
La soluzione provvisoria e la polemica
Per sopperire alla chiusura della 325, sabato 2 marzo su sollecitazione dei sindaci Rete ferroviaria italiana ha sospeso i lavori sulla Direttissima e ha istituito 8 treni straordinari tra Prato e Vernio. Altri 12 sono previsti oggi, ogni ora, ma l’ultimo da Prato centrale parte alle 14,10 e l’ultimo da Vernio per Prato parte alle 15,10. Intanto, com’era inevitabile specialmente sotto elezioni, è partita la polemica politica. Secondo Fratelli d’Italia quello che è accaduto tra Vernio e Vaiano è «un fallimento totale. La gestione della 325 in questi anni da parte di Regione, Provincia ma anche dei Comuni che hanno accettato interventi insufficienti a contenere il rischio idrogeologico e a volte inutili e dannosi come i restringimenti di carreggiata a favore delle piste ciclabili, si sta ripercuotendo giorno dopo giorno sulla qualità della vita dei cittadini della Valbisenzio». «Qualcuno – dice il presidente provinciale Matteo Mazzanti – dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa alla cittadinanza per la cattiva gestione del territorio». La deputata di Forza Italia Erica Mazzetti ci va giù ancoa più duro e chiede «una Conferenza Stato-Regione su rischio e commissario straordinario per la ricostruzione» con finanziamenti dedicati alla strada regionale. «La regionale 325 non è più in grado di sorreggere, anche in condizioni normali, tutto questo carico di traffico, come denunciamo da oltre un decennio – sostiene l’esponente azzurra – Già nel 2009, proposi una strada alternativa perché bisogna diluire il carico, ma l'ideologia e la scarsa lungimiranza delle amministrazioni locali l'hanno sempre impedito. Spero che i nuovi amministratori, dalla Regione ai Comuni interessati, cambino approccio e mi troveranno concorde, allineata e disponibile: la Sr325 è uno dei simboli – purtroppo non il solo – di un ritardo infrastrutturale da cui dobbiamo uscire».
 

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