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Pontedera

L’intervista

L’Italia in rosa cerca il mondiale, Laura Giuliani: «Il pubblico sarà il numero 12»

di Andrea Chiavacci

	Laura Giuliani
Laura Giuliani

Parla il portiere della Nazionale e del Milan: «Dobbiamo vincere entrambe le partite e non pensare a cosa fanno le altre»

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PISA. Le azzurre di Andrea Soncin cercheranno di riportare il calcio italiano a una fase finale di un mondiale. Per farlo immediatamente, altrimenti ci saranno comunque i playoff a ottobre, devono vincere le ultime due gare del girone contro Serbia e Svezia, in trasferta, e sperare anche in risultati favorevoli dagli altri campi. Domani – 5 giugno – alle 18,15 la nazionale sfida la Serbia all'Arena Garibaldi. Nella giornata di oggi le due Nazionali saggeranno il terreno della Cetilar Arena per l’allenamento di rifinitura a porte chiuse prima di iniziare il countdown che porterà al calcio d’inizio della sfida.

Sono ancora disponibili biglietti per assistere ad Italia-Serbia, un match che vedrà anche un appuntamento speciale durante l’intervallo con l’esibizione del cantante Lorenzo Fragola. Queste le informazioni principali per l’acquisto dei biglietti, disponibili sul sito figc.vivaticket.it e presso le Agenzie Vivaticket abilitate. Tribuna Coperta: intero: 14 euro (ridotto: 8 euro); Gradinata 5 euro (3 ridotto).

I biglietti ridotti sono riservati a: Under 18 (ragazzi nati dopo il 5 giugno del 2008), Over 65 (persone nate prima del 5 giugno 1961), studenti universitari (previa presentazione del tesserino universitario o di documentazione equivalente che attesti l’iscrizione all’anno accademico in corso) e infine agli abbonati del Pisa Sporting Club per la stagione sportiva 2025/2026. La classifica del girone A dopo 4 giornate è la seguente: Danimarca 8, Svezia 7, Italia, 5, Serbia 1. Laura Giuliani, portiere del Milan e della nazionale con 108 presenze finora, ha parlato con noi in esclusiva alla vigilia di questa gara importantissima.

Laura, come arrivate a questo doppio impegno e che risposta si attende dal pubblico?

«Dobbiamo vincere entrambe le partite e non pensare a cosa fanno le altre. La partita con la Serbia è la più importante. All'andata abbiamo vinto 6-0 in trasferta ma loro ritrovano giocatrici importanti e non possiamo assolutamente sottovalutarle. Avranno una gran voglia di rivincita e noi dobbiamo farci trovare pronte. Mi aspetto una bella risposta dal pubblico pisano. In termine di tifo, calore e numero di presenze. Devono essere il nostro numero 12».

Come giudica l'andamento di questo girone?

«È un raggruppamento difficile e molto equilibrato. Danimarca e Svezia le conosciamo bene. Soprattutto la Svezia è un po’ la nostra "miglior nemica", tante sono le volte che ci siamo affrontate in questi anni. La Danimarca è una nazionale in crescita. Dobbiamo inseguire ma siamo ancora in corsa. Nelle ultime gare abbiamo mostrato maggiore solidità e anche un buon gioco. Diciamo che in queste ultime due gare del girone ci servirà un po' di concretezza in più rispetto alle gare precedenti con le squadre scandinave».

La sconfitta beffarda nella semifinale dell'europeo dello scorso anno vi ha lasciato qualche scoria?

«No, al contrario. Ovvio perdere all'ultimo istante non è mai bello ma tenere testa all'Inghilterra ed essere nelle migliori quattro d'Europa ci ha dato ulteriore energia. Questo è un momento storico in cui ci stiamo resettando e stiamo cercando un nuovo equilibrio. Le avversarie ormai ci conoscono bene ma credo che il percorso fatto in questi anni sia solo un vantaggio per arrivare al prossimo step. Che è quello di andare ai mondiali del 2027 in Brasile. Sarebbe davvero qualcosa di grande».

Nel mondiale del 2019, dove vi siete spinte fino ai quarti di finale, avete avuto un primo grande riscontro di pubblico. Da lì in poi cosa è cambiato?

«Qualcosa stava già cambiando. Fiorentina e Juventus erano appena entrate nel calcio femminile e il mondiale è stato ha portato alla luce risultati frutto di un lavoro che andava avanti da anni. Da quel momento si è aperta per noi la porta al professionismo raggiunto nel 2023. Non era assolutamente una cosa scontata. Quel momento lo abbiamo vissuto come l'identificazione della nostra professione e di una crescita esponenziale di tutto il calcio femminile. Per migliorare ancora dobbiamo prima di tutto quello consolidare le cose che già stanno funzionando in questi anni».

Lei ha giocato anche in Germania, che differenze ci sono rispetto all'Italia?

«Ci ho giocato diversi anni fa (tra il 2012 e il 2017) ed è difficile fare un paragone con la situazione attuale. In quel momento ero passata in un campionato professionistico ma comunque continuavo a lavorare. Rispetto a dieci anni fa il livello è cresciuto tantissimo sia in Italia che in Germania. I passi avanti sono stati giganteschi».

Venendo all'ultima stagione la Roma ha portato a casa scudetto e Coppa Italia: giusto così?

«Da avversaria devo fare prima di tutto i complimenti alle giallorosse. I successi sono meritati. Il campionato sta diventando sempre più competitivo e sono davvero tante le squadre attrezzate per fare bene».

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