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Pontedera

L’incendio

Pontedera, spento il rogo alla Ecoacciai: il polo ambientale può riaprire – Controlli di Arpat

di Lorenzo Carducci e Andreas Quirici
Il fumo dopo il rogo (foto Stick)
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Il fumo dopo il rogo (foto Stick)

L’emergenza è quasi terminata, esclusa l’origine dolosa. L’ad di Ecofor, Paolo Vannozzi, chiede di non scioperare: «Dobbiamo recuperare i servizi saltati o andremo in seria difficoltà»

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PONTEDERA. L’emergenza è praticamente terminata. Dopo una notte e un giorno intero di preoccupazione e lavoro instancabile dei vigili del fuoco, da ieri, 28 ottobre, l’incendio divampato lunedì sera in un deposito di stoccaggio di rottami metallici e plastici della Ecoacciai Spa, nella zona industriale di Gello a Pontedera, è ormai alle battute finali. Tant’è che il Comune di Pontedera ha riaperto già da ieri pomeriggio il polo ambientale.

L’intervento

I pompieri hanno tenuto sotto controllo il rogo, lo hanno circoscritto e lo stanno finendo di spegnere. La nuvola di fumo nero è diventata sempre più chiara e piccola, fino quasi a scomparire. A bruciare, all’interno dell’azienda specializzata nel recupero, nella lavorazione e nella commercializzazione di residui di automobili arrivate a fine vita, è stato materiale premacinato misto (metallo, gomma e plastiche) che sarebbe stato poi frantumato nel “mulino”, l’impianto da cui escono flussi primari di ferro (proler) e flussi secondari di materiali misti successivamente selezionati, divisi e preparati per essere spediti per il riuso ad acciaierie e fonderie.

Le ricostruzioni

Ancora da chiarire le cause dell’incendio, che secondo una prima ricostruzione non sarebbero dolose ma dovute al “caso fortuito”. «Per fortuna siamo alla fine – commenta il comandante dei vigili del fuoco di Pisa Antonio Giangiobbe – siamo riusciti a contenere le fiamme e a sedarle. Da oggi (ieri, ndr) abbiamo cominciato le operazioni di smassamento per evitare che il materiale ancora incandescente possa generare altri focolai. Auspichiamo di riuscire domani (oggi, ndr) a chiudere l’intervento di emergenza, che ha impegnato fino a 30 unità dei vigili del fuoco con l’ausilio anche di un mezzo antincendio aeroportuale».

I campionamenti e Arpat

Nel frattempo, ieri – 28 ottobre – Arpat ha cominciato i campionamenti di vegetali a foglia larga nei punti individuati a rischio dispersione dei fumi, per verificare l’eventuale presenza di sostanze riconducibili all’incendio depositate al suolo. I campioni saranno sottoposti ad analisi di laboratorio per ricercare eventuali contaminanti, tra cui metalli, diossine e furani, idrocarburi policiclici aromatici e Pcb. Arpat ha inoltre posizionato un laboratorio mobile per il monitoraggio della qualità dell’aria nella zona interessata dall’incendio e attivato un campionatore di polveri: le analisi dei filtri cominceranno nella giornata di oggi.

La notizia forse più importante è che torna al lavoro il personale delle aziende confinanti con la Ecoacciai e quindi Geofor, Ecofor e Revet. Tuttavia non sarà un ritorno alla normalità immediato. «Serviranno almeno un paio di giorni – dice l’amministratore delegato di Ecofor, Paolo Vannozzi – perché per sistemi come il nostro non è come premere un interruttore per far ripartire la macchina». Ci sono servizi saltati l’altro giorno e ieri.

Lo sciopero

E c’è lo sciopero generale indetto per domani su cui Vannozzi ha lanciato un appello alla Commissione di garanzia per l'esercizio di sciopero nei servizi essenziali, alla prefetta di Pisa Maria Luisa D’Alessandro, ai sindaci della provincia, a Utilitalia e all'organizzazione sindacale Usb, all’Ato Toscana Costa e a Retiambiente.

«Al di là del diritto, ho chiesto rispetto per i territori e il contesto che si è creato con l’incendio. Dovremo recuperare servizi saltati e sistemare alcuni aspetti che si sono fermati per questa emergenza. Se avremo a che fare con lo sciopero, con tre giorni a novembre di astensione dal lavoro già annunciate e con altre che sono già state effettuate, credo proprio che andremo in difficoltà».

La raccolta differenziata, comunque, è andata avanti quasi come se niente fosse. Il problema sono gli impianti pieni di rifiuti che dovranno essere “smaltiti”. Vannozzi sottolinea che «i camion in questi giorni non sono arrivati per portare via il materiale. Ci potranno essere problemi ai centri di raccolta con legno e verde e il ritiro degli sfalci nei sacchi, servizio che svolgiamo in alcuni comuni, non ripartirà a breve, ma per motivi che vanno al di là dell’incendio alla Ecoacciai».

Geofor e le altre aziende del comparto ambientale di Pontedera, dopo il via libera da Comune ed enti di controllo, ripartiranno gradualmente. , anche rimettere in moto un sistema complesso come quello dei rifiuti in Valdera non sarà compito agevole.

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