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Geopolitica ed energia

Agrivoltaico lungo la Fi-Pi-Li ma la società è nella black list dell’Onu

di Redazione Pontedera

	A sx un esempio di impianto agrivoltaico con delle mucche al pascolo sotto i pannelli, a dx la collocazione dell’impianto: nella parte alta della foto si vede la Fi-Pi-Li
A sx un esempio di impianto agrivoltaico con delle mucche al pascolo sotto i pannelli, a dx la collocazione dell’impianto: nella parte alta della foto si vede la Fi-Pi-Li

A presentare il progetto una srl controllata dalla israeliana Shikun & Binui Ltd: un altro caso dopo quello scoppiato in Maremma

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CASCIANA TERME. I nomi sono praticamente identici. E anche lo scopo è lo stesso, realizzare un campo agrivoltaico: uno a Pian del Bichi nell’Alta Maremma - tra Grosseto e Roccastrada - e l’altro a Lavaiano, nel comune di Casciana Terme Lari, in un terreno di 22 ettari confinante con la Fi-Pi-Li, all’altezza della biforcazione Livorno-Pisa. Fin qui nulla di strano.

Se non che la Spv Energy E32, la srl con sede a Milano che ha proposto la realizzazione dell’ennesimo impianto fotovoltaico in Valdera, condivide con la Spv Energy 3 (quella del progetto in Maremma) anche la stessa "derivazione" societaria, confermata dalle visure camerali. Come l’altra, è infatti controllata dall’israeliana Shikun & Binui Ltd, azienda inserita nella black list del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite perché compromessa in attività economiche nei territori occupati dall’esercito israeliano in Palestina e Siria.

Secondo quanto riportato dal centro indipendente di ricerca "Who Profits Research Center", la Shikun & Binui Ltd ha inoltre collaborato alla costruzione della barriera che circonda la Striscia di Gaza e si è aggiudicata, direttamente e attraverso una controllata, alcune gare indette dal ministero della difesa israeliano per la costruzione e gestione di nuove basi militari. E adesso, tramite le società "figlie", la Shikun & Binui è appunto impegnata nella realizzazione di progetti per lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili.

Così, oltre alle polemiche per l’eventuale impatto sul paesaggio e per l’approccio "predatorio" e speculativo che in genere si solleva per questo genere di operazioni - vedi Treggiaia, Poggini e non solo - per il progetto di Lavaiano si pone un tema anche di opportunità morale, legato al soggetto che figura dietro la proposta.

Nel Grossetano la "rivolta" è già scoppiata, con la mobilitazione lanciata dal comitato "Diritti in Palestina", che ha informato la cittadinanza dopo aver compiuto verifiche e visure. Qui, dove il progetto è passato più in sordina, non è ancora successo. L’impianto in questione è del tipo agrivoltaico. Questo tipo di strutture prevede che i pannelli solari (in totale ne sono previsti oltre 38mila) non siano collocati direttamente sul terreno, ma appoggino su una serie di pali che consentano la coltivazione dei terreni sottostanti e il passaggio degli animali. È proprio quest’ultimo punto quello che rende particolare il progetto presentato da Spv Energy E32. A differenza di quello di Treggiaia - che punta soprattutto sulla coltivazione - quello di Lavaiano è infatti decisamente indirizzato su un allevamento che si dice essere di tipo estensivo e "attento al benessere degli animali".

La documentazione presentata prevede infatti che venga firmato un contratto agrario tra l’azienda energetica e una società agricola che si occuperà della conduzione dei campi. Il terreno, dunque, sarà per la grandissima parte coltivato a foraggio per sostenere la presenza di decine di capi di allevamento. Non è prevista la realizzazione di una stalla di tipo classico, ma piuttosto l’utilizzo, per il ricovero, dello spazio che può essere ricavato al di sotto dei pannelli solari. Sarà inoltre sviluppata anche una sezione ad hoc legata alla coltivazione della ciliegia di Lari: il perimetro sud, quello ovest e parte di quello est saranno infatti sfruttati per piantare circa 220 esemplari di ciliegio. Il resto del perimetro, compresa la parte al confine con la Fi-Pi-Li, sarà occupato da alberi che "mascherino" la presenza dell’impianto. Negli ultimi mesi del 2025, la Regione si è espressa indicando l’assoggettabilità del progetto alla Valutazione di impatto ambientale (Via). Ma è bene ricordare che la normativa sugli impianti di energia rinnovabile prevede procedure semplificate. Intanto un caso "black list" è spuntato anche in Valdera.

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