Vicopisano, ucciso a 33 anni da un pirata della strada mentre rientra a casa. Il dolore del fratello: «Ci mancherai»
C’è un ulteriore dettaglio che emerge: il 29enne, fuggito dopo aver travolto il cuoco 33enne, era già stato fermato la sera stessa dai carabinieri
VICOPISANO. «In questi momenti di estremo dolore e tristezza, l'affetto e la vicinanza che ci state dimostrando ci danno la forza di reagire ed andare avanti. A nome di tutta la mia famiglia, voglio ringraziare di cuore ognuno di voi per i messaggi, le condoglianze e le bellissime parole spese per ricordare mio fratello. Mancherà a tutti noi».
A parlare è Massimo Peter Pandolfi, 31 anni, fratello di Paolo, il cuoco di 33 anni ucciso nella notte tra domenica e lunedì da un 29enne al volante della sua auto che lo ha investito in viale XX Settembre a Vicopisano – mentre Pandolfi, appena tornato alle 3 dal lavoro a Pontedera si stava dirigendo verso casa a piedi dopo aver parcheggiato – per poi darsi alla fuga.
Come dimostra l’ondata di messaggi dedicati alla vittima da amici e conoscenti, attorno al grande dolore familiare generato dalla tragedia c’è un sentimento collettivo di profonda tristezza e affetto per il 33enne che ha unito tutti. Un “abbraccio” apprezzato dalla famiglia (il cui nucleo più stretto è composto anche dalla sorella e dal padre), che ringrazia la comunità col post condiviso da Massimo sui social, accompagnato dalle foto del fratello sorridente.
Il messaggio e il “ritrovo”
«Appena avremo certezze sulla data del funerale e sulle modalità per dargli l'ultimo saluto, le renderemo pubbliche a tutti, sui social e tramite il manifesto funebre. Grazie ancora per il supporto in questo momento così difficile» riprende il fratello di Paolo. Ed è a lui che poi si rivolge: «Vorrei dirti tante cose ma le emozioni sono troppe. Mi mancherai, ti voglio bene».
Oltre ad essere conosciuto e benvoluto a Vicopisano, dove abitava, Paolo Pandolfi era di casa anche a Pontedera, città che ha sempre frequentato e dove dagli ultimi mesi dell’anno scorso lavorava come cuoco da I’m Burger sulla Tosco Romagnola. A Pontedera il 33enne aveva gran parte degli amici, che per ricordarlo ieri sera si sono ritrovati prima al bar Il Chicco Nero in piazza Gronchi e poi hanno partecipato a una veglia di preghiera al Pubbino Abbey Road, dove Paolo era di famiglia.
Un momento di raccoglimento e condivisione, per salutare col cuore spezzato il cuoco «buono, sempre solare, sorridente e altruista», in attesa dell’autopsia e della restituzione della salma alla famiglia.
Tra il dolore e i ricordi degli amici, rimbalza un punto interrogativo sul comportamento di chi lo ha investito. E che dopo aver travolto Pandolfi non si è fermato, salvo poi essere rintracciato dai carabinieri grazie ai frammenti della Mercedes Classe A ritrovati in viale XX Settembre e alle immagini delle telecamere degli esercizi commerciali della zona, e poi denunciato per omicidio stradale aggravato.
Le domande e gli aggiornamenti
«Come ha fatto a non accorgersi di aver investito una persona? – si chiede Elena Cavallini a nome di alcuni degli amici più stretti della vittima – Se lo ha fatto di proposito ci chiediamo come abbia potuto». Una volta raggiunto nella sua abitazione e condotto in caserma lunedì mattina, il 29enne avrebbe detto di aver pensato di aver colpito un animale comparso all’improvviso sulla carreggiata.
L’ulteriore dettaglio che emerge è che la sera stessa, prima della tragedia, l’indagato (già noto alle forze dell’ordine) era stato fermato dai carabinieri alla guida della stessa Mercedes per un controllo in strada. Anche quello ha aiutato a risalire al presunto responsabile. Ora le indagini proseguiranno con l’autopsia e la ricostruzione della dinamica dell’investimento.
«Purtroppo può capitare di sbagliare, con conseguenze a volte terribili – riprende l’amica del 33enne – Ma fuggire dalle proprie responsabilità no, è inaccettabile. Ci auguriamo che questa persona chieda scusa».
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