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Pontedera

Calcio: Serie D

Pontedera calcio, il sindaco Franconi appoggia la proprietà brasiliana: «Sono solidi, aspettiamo i risultati per giudicare»

di Redazione web

	Matteo Franconi 
Matteo Franconi 

L’intervento del primo cittadino: «Ma la mia porta resta aperta per chiunque volesse dare un contributo»

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PONTEDERA. Il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi esce allo scoperto e interviene sul caos che sta avvolgendo la società di calcio della città in mano alla nuova proprietà brasiliana, capitanata dal nuovo fondo Sportheca

Fiducia

La nuova proprietà – in una conferenza stampa alla presenza del nuovo presidente Gustavo Nikitiuk e del nuovo direttore sportivo, Simone Quintieri – ha fatto sapere di voler costruire una squadra di giovani, in larga maggioranza stranieri, con l’obiettivo di provare a salvarsi in Serie D, dopo la retrocessione dalla Serie C nella stagione 2025-2026. Un progetto che non convince gli sportivi e la tifoseria ma che – a quanto pare dalle parole del sindaco – trova ancora l’appoggio del primo cittadino. 

L’intervento

Di seguito l’intervento integrale del sindaco Franconi diffuso nel primo pomeriggio di sabato 18 luglio: «Registro con particolare piacere e oltre ogni più rosea aspettativa una improvvisa e accorata vicinanza a i colori granata da parte di moltissime persone. Mi auguro che questo affetto si traduca in vicinanza concreta alla squadra e significhi nuovi abbonamenti e presenza allo stadio. La solidità del gruppo Sportheca – dice Franconi – non è mai stata messa in discussione e sono a dimostrarlo i versamenti effettuati (ad ora circa un milione di euro) sia per onorare gli impegni della passata stagione che per gli adempimenti connessi alla prossima. La presenza di due figure locali (Emilio Montagnani e Stefano Lucchesi) all'interno dell'asset societario brasiliano è stato deciso e condiviso con la proprietà per garantire un radicamento territoriale, una connessione con la realtà sportiva locale e monitorare il percorso intrapreso. Il colloquio personale che ho avuto con Paolo Giovannini, che ringrazio per la sua disponibilità, è nato dal mio tentativo di sondare la praticabilità dell'inserimento di un direttore generale, oggi non previsto, offrendo la sua accertata esperienza alle valutazioni della proprietà che ha ringraziato ma ha ribadito che al momento non è nei piani societari la copertura di quel ruolo con un profilo di quel tipo. Direi che adesso spetta al campo e ai risultati il compito di confermare o meno la bontà del lavoro e del progetto che Sportheca e l'intera società stanno allestendo per affrontare la prossima stagione. Solo a quel punto potremmo fare valutazioni e esprimere giudizi con cognizione di causa. Esprimo ancora una volta ⁠pieno sostegno ai nostri ultras e a tutta la tifoseria che in questo momento, come sempre, tengono alta l'attenzione sul futuro della società ed esprimono attaccamento alla nostra storia sportiva calcistica. Ribadisco infine che le alternative locali ad oggi esistono soltanto nelle discussioni dei bar sport. Come ho sempre detto in passato la mia porta (ma posso parlare anche a nome della attuale proprietà) è sempre aperta per chiunque abbia voglia di mettere risorse e impegni concreto (oltre alle chiacchere spesso gratuite) al servizio della causa granata. L'unica certezza è che questo gruppo che ha preso per mano la società è stata non solo l'opzione più solida ma anche l'unica che ha concretizzato gli impegni assunti. Da ultimo, ma non per ultimo, voglio ringraziare tutti coloro che, prima del passaggio di quote a Sportheca, hanno fatto parte della compagine societaria partecipando con passione e impegno di una stagione rivelatasi prima difficile e poi disastrosa con una retrocessione. Ciascuno di loro sa quanto sia complicato e difficile ottenere e mantenere certi livelli per il calcio professionistico. Mi dispiace che qualcuno di loro oggi faccia finta di non saperlo e, al solito, la butti nella peggior versione della politica».

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