Pontedera, calcio nel caos – Il tifo annuncia la contestazione: «Basta teatrini, via i brasiliani dalla città»
Nella serata di martedì 7 luglio l’assemblea pubblica allo stadio: la Gradinata ufficializza l'inizio della contestazione
PONTEDERA. Ora è contestazione aperta. E a Pontedera la situazione attorno alla squadra di calcio diventa bollente. La tifoseria organizzata della Gradinata Nord Diego Savelli lancia un messaggio chiarissimo: non vuole la nuova proprietà brasiliana e contesterà il club a oltranza fin quando non ci sarà un cambio al vertice della proprietà. Questo è quanto emerso dall’assemblea pubblica che si è tenuta allo stadio Mannucci nella serata di martedì 7 luglio.
Cosa sta succedendo
La giornata di martedì 7 luglio si è aperta con una conferenza stampa che aveva lasciato l’ambiente granata scosso: dichiarazioni controverse, tensioni, gaffe e un “progetto” raccontato in modo confuso dalla nuova proprietà brasiliana. Un clima già pesante, che ha fatto da preludio alla serata. Alle 21 i tifosi si sono riuniti in un’assemblea pubblica per esprimere apertamente la loro preoccupazione.
La rabbia per il caso Caponi e la richiesta di rispetto
La ferita più profonda riguarda Andrea Caponi, capitano e simbolo del Pontedera, escluso dalla prossima stagione con modalità giudicate irrispettose. «Siamo qui per il nostro Pontedera – hanno detto i rappresentanti del tifo organizzato – durante la scorsa stagione non abbiamo mai criticato nessuno, né squadra né società. Abbiamo dato fiducia anche dopo la retrocessione. Ma ora la pazienza è finita e pretendiamo risposte». Il malumore è forte: «Sono mancate le parole e il rispetto, soprattutto verso Caponi – hanno spiegato i tifosi – una colonna che avrebbe potuto ancora dare il suo contributo. È stato mandato via come un ragazzino della Primavera».
Dubbi sul mercato e sul nuovo corso
La tifoseria non nasconde le perplessità anche sul mercato: «Finora sembra puntare solo su figli d’arte e su giocatori che non appaiono all’altezza della Serie D. La gente di Pontedera merita rispetto. Non vogliamo essere presi in giro». Il riferimento è chiaro: dopo una conferenza stampa che ha lasciato più ombre che certezze, i tifosi chiedono una direzione chiara, un piano credibile, una comunicazione trasparente.
Ore concitate
Nel frattempo le acque attorno al Pontedera si agitano. Voci non confermate parlano addirittura di un possibile piano B. Si starebbe valutando infatti l’ingresso di una cordata di imprenditori locali pronti a subentrare alla nuova proprietà. Per il momento sono solo indiscrezioni che non trovano alcuna conferma ufficiale. Di sicuro, a due settimane dall’inizio del ritiro, il clima attorno al club è caldissimo. E la contestazione è ufficialmente iniziata.
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