Giacomo, ora il sogno è realtà: a San Miniato c’è “Baccano” – «Non chiamatelo “solo” aperitivo»
Lui ha 25 anni ed è di Pontedera: insieme alla fidanzata ha scelto di scommettere sul borgo del tartufo con una proposta innovativa
SAN MINIATO. A volte i sogni hanno bisogno di tempo per prendere forma, altre volte basta un colpo di coraggio. Per Giacomo Galiberti, 25 anni, nato e cresciuto a Pontedera, la scintilla è arrivata dopo sei anni trascorsi nel mondo della ristorazione: ritmi serrati, lavoro di squadra, attenzione maniacale ai dettagli e quel contatto quotidiano con le persone che, giorno dopo giorno, gli ha insegnato cosa significa davvero stare “dietro” e “dentro” un locale. Un percorso che lo ha fatto crescere, fino a trasformare un desiderio custodito in silenzio in un progetto concreto: aprire un’attività tutta sua. E farlo a pochi chilometri dalla sua città.
Il locale e la scelta di San Miniato
Il passo è arrivato insieme alla sua ragazza, Ana Tamaianu, con cui ha portato avanti l’intero progetto. San Miniato. Piazza del Popolo. Giovedì 2 luglio Giacomo ha brindato alla nuova vita di Baccano. Il locale esisteva già, nato come ristorante-pizzeria, ma il 25enne di Pontedera ne ha aggiornato il format. Nel segno di una nuova identità. Ripartendo quasi da zero. La scelta del luogo non è stata casuale: siamo nel cuore del borgo medievale celebre per il tartufo bianco e per i suoi scorci che sembrano usciti da un libro di storia. «Ho visto che San Miniato e me ne sono innamorato subito. Quando sono entrato nel fondo commerciale, poi, è stato come un amore a prima vista. Un piccolo locale, accogliente e funzionale. Il luogo ideale per la prima esperienza da imprenditore», racconta Giacomo.
Il nome: un’eredità che diventa identità
Il locale si chiama “Baccano” – il nome è stato ereditato dalla precedente gestione – e deriva da baccanalis, le feste dedicate al dio Bacco, tra musica, vino e balli. «Abbiamo deciso di mantenerlo perché descrive a pieno il concetto di locale che avevamo in mente», spiegano i due giovani neo titolari.
L’inaugurazione e la filosofia del locale
L’inaugurazione ha segnato l’inizio ufficiale dell’avventura. Sui social, Giacomo e la sua ragazza definiscono Baccano un posto “semplice ma speciale”, un luogo dove stare bene, bere qualcosa in compagnia e condividere buon cibo. La proposta ruota attorno a un aperitivo rinforzato, che permette anche di cenare. Nel menù trovano spazio alcuni pilastri della tradizione toscana: pappa al pomodoro, crostini con fegatini, tartare, crostoni con salsiccia e stracchino, gorgonzola con pere e noci e altre specialità. “Mangiare, bere e compagnia”: sono le tre parole che Giacomo usa per descrivere la filosofia del locale. «È il posto giusto per rilassarsi e circondarsi di specialità della cucina toscana», aggiunge.
Orari e proposta del weekend
Al momento non è stato stabilito un giorno di chiusura.
Il locale sarà aperto: dal lunedì al giovedì dalle 18 alle 22 e venerdì, sabato e domenica dalle 18 fino alla mezzanotte. Nel fine settimana, oltre alla proposta gastronomica, Baccano punta a diventare anche un punto di ritrovo per il dopo cena, con drink e musica in un’atmosfera informale.
Un sogno che diventa realtà
Per Giacomo, questo locale è molto più di un’attività: è il primo passo di un percorso costruito con pazienza, sacrificio e una buona dose di romanticismo. Un seme piantato nel cuore di San Miniato, con la speranza che possa crescere, fiorire e diventare un punto di riferimento per chi cerca un posto dove sentirsi a casa.
(*Ha collaborato alla scrittura dell’articolo Costanza Murgioni)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
