Pontedera, la nuova proprietà caccia capitan Caponi – «Mi hanno detto di trovare un’altra squadra, una pugnalata»
Uomo simbolo e idolo della città: il centrocampista pontederese di nascita ha annunciato la clamorosa decisione della società guidata dal fondo brasiliano Sportheca attraverso un lungo post sui social
PONTEDERA. Il Pontedera del futuro (non) prende forma. Di giocatori nuovi neanche l’ombra. Ma c’è un’esclusione eccellente. Quella dell’uomo simbolo della tifoseria: il capitano Andrea Caponi. È proprio il centrocampista classe 1988, pontederese di nascita, ad annunciare nel pomeriggio di lunedì 29 giugno che la società lo ha messo alla porta. Inizia così, di fatto, la sessione di calciomercato estiva della nuova proprietà brasiliana. Non esattamente il modo migliore per presentarsi alla piazza.
Il punto della situazione
Intanto, fatta eccezione per l’annuncio social di Caponi, dalla nuova società granata – quella capitanata dal fondo brasiliano Sportheca, che da febbraio 2026 attraverso la società Br Football Italia è proprietario del 95% del club - nessuna novità. Resta il comunicato di inizio giugno in cui si annuncia Simone Quintieri come nuovo direttore sportivo. In quel comunicato c’era anche la promessa, da parte del club, che ci sarebbe stata una conferenza stampa di presentazione ufficiale entro la fine del mese di giugno. Ma giugno è finito e delle conferenza stampa neppure l’ombra. Niente di niente nemmeno sul fronte allenatore: il nome dell’ex calciatore del Catania, Giuseppe Mascara, è solo una suggestione. E zero novità anche sul fronte calciomercato, se non l’indiscrezione di Claudio Mendes, centrocampista 24enne che potrebbe arrivare dalla quarta serie portoghese. Per il resto, silenzio assoluto.
L’annuncio del capitano
L’unica decisione concreta che la proprietà brasiliana sembra aver preso è quella di cacciare Andrea Caponi, tornato a gennaio 2026 a vestire la maglia granata per cercare di aiutare la squadra della sua città a risollevarsi dall’ultimo posto in Serie C, prima di doversi arrendere insieme ai compagni alla retrocessione nei dilettanti. Di seguito il testo integrale del post pubblicato dal calciatore nel primo pomeriggio di Lunedì 29 giugno. «“Puoi trovare un’altra squadra. Il progetto è cambiato”. Sono tornato a gennaio con una stretta di mano e una promessa per il futuro, me ne vado ora con una frase che per me è come una pugnalata al petto. L’avevo immaginata diversa la mia seconda vita con la maglia del Pontedera. La squadra della mia città, dei miei amici, della mia gente. Della mia famiglia, di babbo e Manuel. Sono tornato a gennaio – scrive Caponi – dando fino all’ultimo briciolo delle mie energie per conquistare una salvezza che non è arrivata. Fidandomi di chi mi ha prospettato un futuro in questo club. Ho dimostrato a tutti che a 38 anni in Serie C ci puoi giocare e fare bene, perché quando ti alleni, stai bene e hai le motivazioni giuste non c’è categoria che possa fermarti. Sono tornato fregandomene dei soldi, delle chiacchiere, di tutto. Sono tornato perché Pontedera è casa mia. Ho giocato, ho lottato, ho visto cose che non mi sono piaciute, ho fatto la panchina, ho sofferto in silenzio per dimostrare che Andrea Caponi nello spogliatoio non è un problema, come diceva qualcuno. Ho continuato ad allenarmi dopo la fine del campionato guardando ogni giorno il telefono. Pronto a lottare ancora con la maglia granata. La maglia più bella del mondo. Sto bene, ho voglia di giocare, di dare tutto. Volevo farlo con il Pontedera, per Pontedera e per i Pontaderesi. Ma ora – continua Andrea Caponi – mi sono sentito dire che Andrea Caponi non fa parte del progetto. Addio promesse, addio strette di mano, addio sorrisi, addio tutto. Cancellato.
Non so cosa sarà del Pontedera e non vi nascondo che ad oggi per me essere ottimista – da tifoso – è abbastanza difficile, ma so che di sicuro il granata scorrerà sempre nelle mie vene. Il Pontedera è dei Pontaderesi e lo sarà per sempre. Continuerò a correre su quel rettangolo verde. Con un’altra maglia e una ferita enorme nel cuore. Ma niente cancellerà mai il mio legame col Pontedera. La squadra della mia città. La squadra della mia gente. La squadra della mia famiglia. Forza granata, sempre. Non doveva finire così».
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