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San Miniato, lo chef Gilberto Rossi lascia il centro: il Pepenero si trasferisce – I motivi del nuovo progetto

di Nilo Di Modica

	Gilberto Rossi
Gilberto Rossi

Il famoso chef vuole rallentare (anche in ottica dei futuri lavori che interesseranno piazza Duomo) e puntare alla stella Michelin

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SAN MINIATO. Affrontare nuove sfide alla ricerca di nuovi stimoli. E al contempo «rallentare, rallentare, rallentare», cercando quella qualità «diversa» che solo un modo nuovo di pensare e riorganizzare il proprio lavoro può anche portare, chissà, pure al ritorno dell’agognata stella Michelin.

Sono soprattutto queste le motivazioni alla base dell’annuncio dello chef Gilberto Rossi, che ieri ha spiazzato più di un cittadino di San Miniato raccontando del suo nuovo progetto di abbandonare il centro storico della città della Rocca.

Il ristorante Pepenero, che in questi anni aveva animato le cucine dell’Hotel Miravalle in piazza Duomo, si trasferirà in campagna a partire da gennaio, prendendo casa all’interno del Relais Sassa al Sole di Corazzano.

«Dopo 21 anni abbiamo voglia di rimetterci in gioco di tornare a più stretto contatto con la natura, rallentare i nostri ritmi con essa e offrirvi una qualità e attenzione sempre maggiore – dice lo chef –. La natura ci guiderà in questo ne sono sicuro. Grazie alla famiglia Bertini che ha creduto da sempre in Pepenero ci trasferiremo al relais dove già siamo presenti da due anni per i vari eventi e matrimoni che facciamo con loro, creando un gruppo che punta al benessere ed al buon vivere in una struttura meravigliosa ed unica in zona».

Un “ritorno alla terra” e a un’autenticità fatta anche di prodotti a “chilometro zero” che, in qualche modo, era stato anticipato sei anni fa con l’apertura della gastronomia “Tèra”, attività che rimarrà come un presidio nel centro storico.

Una scelta quindi dettata prima di tutto da motivazioni personali e professionali, ma che inevitabilmente nel consueto chiacchiericcio all’ombra della Rocca si lascerà dietro una scia di dietrologie in merito all’abbandono del centro storico.

«La situazione del centro storico è sotto gli occhi di tutti, non ho intenzione di fare polemiche. Ognuno può fare le sue valutazioni a partire dallo stato di cose – dice Rossi –. Gestire un ristorante in quel luogo richiede confrontarsi con ritmi e necessità oggettive che chiaramente sono state oggetto di una riflessione da parte mia, così come il futuro prospettato per piazza Duomo, con i lavori a venire e la prospettiva di fare a meno delle auto. Semplicemente avevo bisogno di ritmi diversi e di qualcosa di nuovo per crescere».

Nel suo ragionamento sul nuovo progetto, il noto chef aggiunge anche che «se sarà possibile cogliere questa crescita nel luogo che andremo ad abitare, dove ci sono tanti spazi in cui inventare e anche approfondire il rapporto con la natura ed i prodotti della terra, lo vedremo. Non è scontato, ma lo vedremo. Lasciare il centro dispiace ma abbiamo bisogno di respirare aria nuova per poter creare e reinventarci in modo più completo, più vero. Dobbiamo uscire dalla comfort zone per vedere veramente chi siamo. Con me ho dei ragazzi davvero meravigliosi che credono in Pepenero ed anche al suo proprietario un po’ pazzo, un po’ visionario e sognatore». 


 

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