Pontedera, muore a 53 anni: la febbre, il ricovero e la tragedia all’improvviso – Luca stroncato da una sindrome infiammatoria
Lavorava come dipendente in una ditta dell’indotto Piaggio: tifoso della Juventus e della squadra della sua città
PONTEDERA. La telefonata che nessuno vorrebbe mai ricevere è arrivata nella mattina del 10 maggio. Domenica piovosa dopo tanti giorni di sole. Come se quel cielo carico di nuvole fosse un segno premonitore. Luca Cionini, 53 anni, dipendente della ditta Sole di Pontedera che fa parte dell’indotto Piaggio, è morto all’ospedale di Livorno a causa di sindrome iper infiammatoria acuta dovuta a vari fattori che hanno comportato un quadro clinico raro e difficile da gestire in poco tempo per i medici che lo hanno preso in carico. Una tragedia per i tanti amici, per il fratello Alessio e per sua mamma Silvana.
Un figlio del Villaggio Piaggio
Uno dei numerosi figli del Villaggio Piaggio di Pontedera, cresciuti nei giardini del quartiere e nelle scuole della zona. Tifoso del Pontedera e della Juventus. Innamorato pazzo di Fujiko, la cocker nera che ormai era diventata la sua estensione. Una persona buona, altruista ma anche solitaria. Un grande lavoratore che sapeva ritagliarsi del tempo per una delle sue grandi passioni, la cucina.
Il dolore della comunità
Un dolore immenso per chi lo riteneva uno di famiglia la cui frequentazione non era più assidua come un tempo. Ma che quando spuntava a una cena o a una reunion per qualche ricorrenza speciale, rendeva il gruppo di cinquantenni più leggero. Diviso fra lavoro e famiglia nel suo appartamento a fianco del campo da tennis al Villaggio Piaggio, acquistato pochi anni fa come a rappresentare una rinascita. Per tantissimo tempo ha lavorato in un ombrellificio di Fornacette, nel comune di Calcinaia, finendo per cambiare strada alla ricerca di un nuovo inizio. Caparbio e determinato, ha saputo rigenerarsi senza staccarsi mai dal fratello e, soprattutto dalla madre, una delle donne che formano la colonna portante del quartiere. E, sorte maledetta, il decesso del 53enne è arrivato proprio nel giorno della mamma.
Gli attestati di affetto
A lei e ad Alessio da sono arrivate decine e decine di attestati di stima, di affetto e di dolore per Luca, a dimostrazione di quanto bene abbia diffuso durante la sua vita tra le persone che lo hanno conosciuto. Solare e ombroso al tempo stesso, sapeva accendersi all’improvviso regalando raggi di luce in chi si trovava in quel momento con lui. Metodico, rigoroso nelle scelte e nelle abitudini. Creativo ai fornelli anche solo per se stesso. Figuriamoci quando doveva preparare da mangiare per gli amici.
Una perdita che lascia un vuoto
Un decesso che segna un prima e un dopo. Una mattina, quella di domenica 10 maggio, che le persone alle quali è arrivata la terribile telefonata non dimenticheranno mai. Urla, imprecazioni. E silenzio in cerca di un motivo. Che non c’è. Dopo una febbre che sembrava la solita influenza diventata poi più complicata, tanto da ricorrere alle cure ospedaliere. Prima a Pontedera, poi a Livorno. Quando ormai era dannatamente troppo tardi.
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