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Patricia, la mamma toscana che vende i quadri per pagare gli studi del figlio: «Credo in lui, la pittura mi ha salvato la vita»

di Luca Leggerini

	Patricia e il figlio
Patricia e il figlio

Una mostra solidale a Vicopisano diventa il ponte tra un percorso artistico nato dalla malattia e il futuro accademico di un giovane compositore ammesso a un master negli Stati Uniti

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CASCINA. Una storia segnata da difficoltà concrete, tra malattia e spese mediche importanti, che oggi si lega a un sogno: permettere a suo figlio, Leonardo Falaschi, giovane compositore di 23 anni, di studiare negli Stati Uniti dopo l’ammissione a un master. Per riuscirci Patricia Del Guerra, di Cascina, in provincia di Pisa, ha deciso di organizzare una mostra di pittura a scopo solidale, che si terrà il 22 maggio a Vicopisano, negli spazi del “SottoMonte”.

“L’ombra della famiglia”: il filo conduttore delle opere

Qui Patricia esporrà otto opere da lei realizzate, il cui filo conduttore, spiega, è “L’ombra della famiglia”: un percorso intimo e personale che affronta il peso dei giudizi, le aspettative e la difficoltà di liberarsi da schemi familiari talvolta troppo rigidi. «Ho avuto mio figlio a 20 anni – racconta Patricia – e in quel momento ho lasciato l’università. Sono rimasta sola con lui, ma non ho mai smesso di insegnargli che la curiosità porta lontano, che bisogna credere nei propri sogni e nei propri obiettivi oltre le difficoltà. Mi è sempre stato detto di “pedalare” e andare avanti, e questo non mi ha mai tolto la direzione».

La malattia e la svolta inattesa

Nel 2021 la vita mette davanti a Patricia una prova durissima. «Mi è stato riscontrato un tumore. Sembrava fossi guarita, invece ho avuto una recidiva. Avevo una bambina di due anni, ho affrontato un trapianto e cure molto costose».

La pittura come unica possibilità

Una fase che cambia la vita della donna anche dal punto di vista professionale: «Ero tatuatrice, ma mi è stato proibito continuare. Ho chiesto ai medici se almeno potessi dipingere e per due anni quella è stata la mia unica possibilità. La pittura mi ha salvato la vita». Da quell’esperienza nasce anche una nuova consapevolezza e la volontà di trasformare l’arte in uno strumento di riscatto. «Nonostante tutto voglio essere partecipe delle vittorie dei miei figli – aggiunge – oggi ho una famiglia, un marito, una bambina piccola e insieme continuiamo a credere che si possa sempre ripartire».

Il percorso di Leonardo

Nel frattempo, il percorso di Leonardo ha preso forma con determinazione e sacrificio. Dopo la laurea con il massimo dei voti alla Scuola di Musica di Fiesole, ha partecipato e vinto concorsi internazionali, specializzandosi in particolare nella composizione, scrivendo opere liriche. «Ho fatto domanda a diversi conservatori negli Stati Uniti – spiega il ragazzo – e a Boston sono stato ammesso direttamente per composizione classica, dopo aver inviato le mie opere, registrazioni audio e il mio portfolio».

L’ammissione negli Stati Uniti e i costi da affrontare

La conferma è arrivata pochi giorni fa: ammissione ufficiale con una borsa di studio che copre un terzo della retta. Ma la cifra resta difficile da sostenere per la famiglia, anche alla luce delle spese mediche affrontate negli ultimi anni. Leonardo, fino ad oggi, ha contribuito in autonomia. «Il master inizierebbe a fine agosto e durerebbe due anni. Il costo totale è di circa 120mila dollari, di cui un terzo coperto dalla borsa di studio. Mi sono sempre autofinanziato lavorando stagionalmente, ad esempio come cameriere».

La mostra solidale e la raccolta fondi

La mostra del 22 maggio nasce quindi con l’obiettivo di trasformare l’arte in un’opportunità in grado di colmare la distanza economica che separa Leonardo dal suo futuro. Accanto all’esposizione, partirà anche una raccolta fondi online, aperta a chiunque voglia contribuire, anche con piccole donazioni.

“Dietro ogni sogno realizzato c’è qualcuno che ha scelto di crederci”

«Dietro la parte economica ci sono il coraggio, la voglia di rivincita – afferma Patricia – quello che spesso manca è credere davvero nei propri figli e rialzarsi nonostante tutto. Invitiamo tutti a partecipare alla mostra e, chi vuole, a dare un contributo. Dietro ogni sogno realizzato c’è qualcuno che ha scelto di crederci».

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