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Calcio giovanile

Battute sessiste alle baby calciatrici nella gara per la Festa della donna

di Nilo Di Modica

	Una partita di calcio giovanile (foto d'archivio)
Una partita di calcio giovanile (foto d'archivio)

Casciana Terme, ancora un brutto episodio con adulti protagonisti in una partita di calcio

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SANTA MARIA A MONTE. Doveva essere una normale giornata di calcio quella di domenica scorsa a Casciana Terme: mista, dove i ragazzi “di casa” del campionato Esordienti sfidavano la squadra femminile del Santa Maria a Monte. Poi, forse, qualche spintone di troppo in campo, qualche tensione nata sugli spalti, e la partita, che peraltro si disputava proprio per la Festa della Donna è finita fra accuse di maschilismo e battutacce rivolte da una direzione all’altra. Questo almeno il succo delle accuse che l’Asd Santa Maria a Monte ieri ha voluto mettere nero su bianco dopo quanto successo. Una «mancanza di rispetto» che non si poteva far passare. Dall’Asd Casciana Terme sono arrivate le scuse del presidente Daniele Giuntoli che ha preso le distanze da quanto accaduto.

«Nel corso della partita – raccontano i santamariammontesi – dopo che alcuni nostri dirigenti avevano fatto notare il gioco particolarmente duro e i numerosi falli commessi in campo, da parte di alcuni dirigenti della squadra avversaria sono arrivati commenti gravemente offensivi nei confronti delle nostre atlete. In particolare, è stato detto alle nostre giocatrici di “cambiare sport” oppure di “andare a giocare con le femmine se con i maschi non riuscivano”. Si tratta di frasi che non solo mancano di rispetto a giovani atlete che stanno praticando sport con impegno e passione, ma che rappresentano anche un messaggio profondamente sbagliato e discriminatorio. Ancora più grave è il fatto che tali parole siano state pronunciate proprio l’8 marzo, giornata in cui si celebra la Festa della Donna e si ribadisce l’importanza del rispetto, delle pari opportunità e della valorizzazione dello sport femminile».

Offese che, stando sempre alla ricostruzione degli ospiti di quella partita, hanno tradito una discriminazione sessista, «soprattutto quando vengono rivolto a bambine e ragazze che stanno crescendo attraverso i valori dello sport». Dal Santa Maria a Monte aggiungono che «come società continueremo a fare il nostro lavoro con serietà e passione per garantire a tutte le bambine e le donne che desiderano giocare a calcio la possibilità di farlo sentendosi rispettate, anche se purtroppo in giro esiste ancora qualcuno che, con atteggiamenti e parole fuori dal tempo, vorrebbe impedirglielo».

Giuntoli, dal canto suo, ammette di essere «dispiaciuto per l'accaduto, perché l’obbiettivo nostro è quello di fare stare bene bimbi e bimbe. Prendo le distanze come società. Il Santa Maria a Monte si rivolge ai dirigenti, che spesso sono anche genitori. A volte alle partite ci sono genitori che si fanno prendere dalla foga, ma resta il dispiacere per un episodio da condannare. E pensare che quando abbiamo saputo che la squadra avversaria era composta da bambine, abbiamo anche sistemato a dovere gli spogliatoi. E poi da sempre vogliamo aprire una femminile, figuriamoci. Credo che siano volate parole di troppo da entrambe le parti, sempre fra genitori. Mentre i bambini non se ne sono nemmeno accorti. Ho telefonato alla società del Santa Maria a Monte scusandomi. In ogni caso prendo le distanze da quanto avvenuto in modo assoluto».

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