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Ponsacco, calcio sempre più nel caos: botte al guardalinee, palloni “spariti” e contestazione – Dalla gloria alla vergogna

di Redazione Pontedera

	Il campo del Ponsacco e Francesco Dadà 
Il campo del Ponsacco e Francesco Dadà 

Una squadra allo sbando e la tifoseria che contesta la società: ora c’è addirittura un episodio di una presunta aggressione ai danni di un dirigente. «Colpito con un cazzotto da un ultras»

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PONSACCO. Una situazione critica. In campo – dove la squadra continua a collezionare sconfitte e si trova ora al terzultimo posto in classifica nel girone D di Prima categoria – e fuori, con una tifoseria apertamente in contestazione con ciò che resta della società e della dirigenza attuale. Il calcio a Ponsacco, in provincia di Pisa, vive uno dei momenti peggiori in assoluto della propria storia. E domenica 15 febbraio un altro capitolo tutt'altro che felice è stato scritto al Comunale di viale della Rimembranza. Con un'aggressione da parte dei tifosi di casa nei confronti del guardalinee proprio del Ponsacco, come denunciato dal tecnico rossoblù, Francesco Dadà, che ha seguito il dirigente all’ospedale Lotti, dove è stato costretto a recarsi per le botte che dice di aver preso.

La situazione

In questo articolo  del 23 gennaio 2026 abbiamo spiegato cosa sta succedendo a Ponsacco. Ricapitolando velocemente: la società, presieduta da Walter Bonfiglio, tra dicembre e gennaio ha liberato tutti i calciatori che aveva in rosa in quanto – stando a quanto si apprende da fonti interne – impossibilitata a pagare gli stipendi. Da qui la decisione di affidare la squadra a Francesco Dadà, nuovo tecnico, che col passare dei giorni ha assemblato una squadra di fortuna, partendo da zero e tesserando calciatori presi dai campionati amatoriali e precedentemente inattivi. In campo, nel corso delle giornate, sono finiti un po’ tutti: ultraquarantenni, lo stesso Dadà nella veste di allenatore-giocatore, ragazzini alle prime esperienze con i “grandi”. Un ventaglio di calciatori che conta – si stima, perché dati ufficiali non sono stati forniti – oltre 100 tesseramenti in due mesi. Il risultato sul campo è catastrofico. Una serie di sconfitte, la maggior parte delle quali con un ampio scarto. Il presidente Bonfiglio al Tirreno aveva confidato addirittura di un interesse da parte di finanziatori arabi per l’acquisizione del club, mentre il Comune si è detto pronto a dialogare per non far morire il calcio a Ponsacco.  La situazione, però, resta in una fase di stallo. Con i tifosi dell’Fc Ponsacco 1920, lo stesso club che vanta numerosi campionati di Serie C e la promozione nei professionisti sfiorata appena pochi anni fa, sempre più infuriati per quella loro definiscono una fine «vergognosa» della loro squadra del cuore. Fino all’ultimo episodio avvenuto domenica 15 febbraio. Quando la rabbia fuori dal campo è esplosa.                        

L’aggressione 

«Dal campo all’ospedale per Antonio, il guardalinee ha ricevuto un pugno da un ultras, gli amici non si abbandonano mai». A sfogarsi sui social nella serata di domenica 15 febbraio è stato l’allenatore del Ponsacco, Francesco Dadà, per quanto – stando a quanto racconta – alla fine dell’incontro casalingo con il Vada. «Antonio Bacchereti (dirigente del Ponsacco che svolgeva il ruolo di guardalinee) – spiega l’allenatore – ha ricevuto un pugno da un tifoso che si è avvicinato alla rete. Non è possibile andare avanti in questo modo». Bacchereti dopo la partita è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera e qui ha ricevuto le cure necessarie e un referto con alcuni giorni di prognosi. «Per tutta la partita mi hanno insultato – racconta Dadà – c’erano anche i carabinieri ma i tifosi hanno continuato a offendere, mi hanno tirato anche la birra. Abbiamo comprato nove palloni nuovi e già li hanno fatti sparire. È davvero difficile andare avanti in questo modo». Il mister si dice scoraggiato per quello che sta succedendo con la tifoseria locale: «Una roba incredibile, per tutta la partita hanno fatto commenti sulla mia corporatura». La crisi del glorioso Ponsacco è sempre più pesante. Della vicenda i carabinieri di Ponsacco, che erano in servizio al campo sportivo con due pattuglie rimaste fino alla fine della partita, non sono a conoscenza e di conseguenza faranno gli accertamenti necessari per capire come sono andati i fatti. Alla fine della partita c’è stata una contestazione verbale al presidente, sempre per le condizioni in cui è venuta a trovarsi la società di calcio.

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