Il Tirreno

L’incidente sul lavoro

Carrara, frana la bancata sotto i suoi piedi: capocava precipita da cinque metri

di Giovanna Mezzana
La bancata e l'indicazione della cava
La bancata e l'indicazione della cava

Sfiorata la tragedia, il 54enne ha una gamba fratturata e alcune ferite. La Cgil: «È andate bene? È un caso...»

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CARRARA. «È andata di lusso», commenta qualcuno: è proprio il caso di dire così, questa volta. Un cavatore, un capocava è precipitato da più di cinque metri di altezza, giù da una bancata insieme a terre e scaglie di marmo. Si è fratturato una gamba, ha almeno due ferite importanti – di cui una sulla fronte – ma non è in pericolo di vita.

Per lui ieri mattina si è alzato in volo e poi è atterrato al campo da calcio di Bedizzano Pegaso 3, il velivolo del servizio di elisoccorso: è stato portato in volo all’ospedale Cisanello di Pisa il cavatore. «Solo per puro caso oggi (ieri, per chi legge, ndr) non ci troviamo a commentare l’ennesimo incidente mortale nel settore lapideo», commentano il segretario generale della Cgil di Massa-Carrara Nicola Del Vecchio e Francesco Ventimiglia, alla guida della Fillea apuana, la categoria sindacale della Camera del Lavoro che si occupa del settore della pietra.

Quell’attimo

Bacino di Miseglia, cava Carbonera. Sono le 8. Ecco, secondo i cavatori-testimoni, la ricostruzione “a caldo” di quanto sarebbe accaduto: il condizionale è d’obbligo, perché la dinamica dell’incidente è al vaglio degli operatori della Medicina del lavoro dell’Asl nord ovest. Un capocava, Marco Ceccopieri, 54 anni, è su di una bancata: da qui, dall’alto, fornisce indicazioni a un collega che è al di sotto, alla guida di un escavatore con cui sta presumibilmente ripulendo un’area di cava. Succede che proprio l’angolo in cui il capocava è in piedi – secondo quanto finora emerso – si crepa all’improvviso e si sbriciola: e lui rovina giù insieme a pezzi di marmo, terre e scaglie.

I soccorsi

Atterra su una gamba il 54enne, uomo senza dubbio di esperienza vista la sua qualifica, e se la frattura. Ha anche due ferite: una sulla fronte e una ad un gluteo. Suona la sirena nella cava Carbonera, arriva l’ambulanza che staziona a Fantiscritti, con medico e infermiere; vengono allertati anche il 112 e i vigili del fuoco. L’elisoccorso Pegaso si alza in volo e atterra al campetto di Bedizzano. Il capocava viene prima stabilizzato e poi trasportato sull’elicottero, destinazione l’ospedale Cisanello di Pisa. È vigile il capocava e questo rincuora i cavatori. E non si teme per la sua vita.

Destino generoso

Spiazzo di Fantiscritti, sono le 13. Al bar ristorante Il Poggio c’è un tavolo occupato dai colleghi di Ceccopieri: mangiano carne e verdure cotte. Non hanno voglia di commentare quanto è accaduto. In cava «queste cose succedono», bisbiglia qualcuno, e questa volta è andata bene così, sia per l’altezza da cui la vittima è volata, sia perché sotto la bancata era in movimento non solo l’escavatore ma anche una benna.

Qui il sindacato

Secondo i sindacalisti, invece, quanto accaduto è tutt’altro che ineluttabile. «È un caso se oggi (ieri, 16 febbraio, ndr) non ci troviamo a commentare l’ennesimo incidente mortale nel comparto del marmo – intervengono i segretari generali della Cgil e della Fillea di Massa-Carrara, Del Vecchio e Ventimiglia – La sicurezza dei lavoratori deve essere la priorità assoluta», «e invece si ha l’impressione che si continui solo a parlare di profitti, di produttività, di richieste di modifiche di normative», sottolineano.

Riporta bruscamente al centro della scena alcuni nodi irrisolti, secondo la Cgil, l’incidente della cava Carbonera: «Dimostra, ancora una volta, quanto sarebbe necessario fare un ragionamento diverso, visto che in gioco c’è la vita delle persone e la vita è il bene più prezioso che ognuno di noi possiede. Avevamo chiesto un tavolo permanente sulla sicurezza, dopo l’incidente mortale di qualche mese fa sempre nel bacino di Miseglia. Anche in quel caso, c’è stata massima attenzione nei primi giorni, poi è stato tutto come prima. Le normative ci sono, ma qualcosa indubbiamente deve essere messo sotto l’attenzione in maniera più decisa. Se si verificano incidenti di questo tipo significa che qualcosa non funziona: non possiamo sottovalutare quanto accaduto, così come non possiamo accettare l’assunto di chi pensa che quello è un lavoro pericoloso e quindi che questi incidenti siano rischi da mettere in conto. Serve un impegno da parte di tutti, questa è e deve essere la priorità assoluta».

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